Un altare davanti al Tribunale di Rodi Garganico per non celebrare il funerale della giustizia

don michele pio cardoneLunedi 16 Settembre 2013 il Parroco don Michele Pio Cardone della Chiesa Madre San Nicola di Mira in Rodi Garganico molto vicino ai problemi del suo popolo celebrerà alle 9.30 del mattino una Santa Messa davanti al Tribunale di Rodi Garganico. Il Sindaco dott.Nicola Pinto, tutta l’amministrazione comunale con i cittadini di Rodi Garganico vivranno questo momento molto significativo. Per l’occasione è stato costruito proprio davanti al tribunale un altare. Ecco alcuni brani significativi dell’omelia del Parroco:

Non possiamo non ricordare in questa occasione le parole del Santo Vangelo:

”BEATI QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DELLA GIUSTIZIA, PERCHÉ SARANNO SAZIATI “(MT 5, 6) “Oggi siamo qui tutti uniti per chiedere al Signore di aiutarci a non far chiudere il nostro tribunale. Non vogliamo celebrare il funerale della giustizia e la festa dell’ingiustizia. Oggi sono vicino a tutti i cittadini garganici e non solo ai nostri avvocati. Non sono alcuni chilometri a fare la differenza, anche perché sono chilometri che di norma farebbero gli avvocati e molto più raramente i cittadini. Sono i tempi di risposta e di efficienza della macchina giustizia che cambiano per noi garganici. Chiediamo semplicemente giustizia per il Gargano e per lo stesso Tribunale di Foggia che si troverebbe ad essere, per carico di lavoro, il quarto in Italia dopo Roma, Milano e Napoli. Pagheremo noi cittadini la chiusura del tribunale. Dobbiamo difendere il nostro territorio e i diritti dei cittadini garganici. Dobbiamo dire no alla chiusura del presidio giudiziario di Rodi Garganico. Dobbiamo rivendicare la presenza del “servizio giustizia” nel vastissimo territorio garganico. Approfitto dell’occasione per dire qualcosa sul termine giustizia. Esso indica almeno tre termini diversi. Anzitutto la giustizia di Dio. Dio viene chiamato giusto specialmente in quanto, nella sua misericordia, è fedele alla sua volontà salvifica, adempie le sue promesse e realizza la salvezza degli uomini. In secondo luogo la giustizia dell’uomo. L’uomo è giusto in quanto agisce secondo le norme stabilite dalla volontà di Dio. Fa riferimento alle opere buone, all’osservanza delle leggi. Infine la giustizia sociale, cioè i rapporti giusti. Tre atteggiamenti collegati tra loro come la radice, il fiore e il frutto. La radice è la giustizia di Dio; è lui che ci fa giusti, è la sua grazia che ci rende giusti. Il fiore sono le opere buone secondo la volontà di Dio. Il frutto è la giustizia sociale, la solidarietà, la carità, quell’atteggiamento per cui l’uomo non punta tutto sulla propria soddisfazione o il proprio interesse, ma li sottopone all’impegno per la difesa della vita e della dignità del fratello più povero.”

Tina Guerra

4 commenti

  1. Caterina Moretti

    “Un altare”, però, per favore!

  2. Di Fazio Claudio Domenico

    condivido con Caterina Moretti………non esageriamo per favore….

  3. Caterina Moretti

    La mia era solo una sollecitazione al rispetto dell’ortografia nell’articolo ( un’altare…..non si può proprio leggere!)……….

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