Tutela del paesaggio: in Puglia le autorizzazioni si ottengono on line

Regione_Puglia-StemmaDal 1 gennaio le pratiche relative alla tutela del paesaggio possono essere gestite interamente online attraverso la sezione dedicata cui si accede dall’indirizzo www.sit.puglia.it. Un’informazione di servizio che l’assessore regionale all’Assetto del territorio, Angela Barbanente, si augura arrivi a più enti locali possibile. L’intento è infatti realizzare «un taglio vero alla spesa pubblica, perché anche la carta utilizzata per le pratiche autorizzative e il tempo perso per completare gli iter hanno un loro valore economico».

Il sistema, di facile accesso e di facile utilizzo, consentirà di poter seguire passo per passo l’iter della pratica. «Una vera e propria rivoluzione – dicono all’unisono con la Barbanente anche l’architetto Salvatore Buonomo, soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari, Barletta – Andria – Trani e Foggia e Gregorio Angelini, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia – che semplifica la vita a decine di migliaia di persone. Il procedimento elettronico, infatti, garantisce la possibilità di risparmiare sui tempi di trasmissione delle pratiche e si caratterizza per una maggiore trasparenza del procedimento stesso».

Grazie alla cartografia del Sit Puglia, chiunque potrà individuare sul computer la particella catastale corrispondente all’area interessata dall’intervento di trasformazione per il quale si richiede l’autorizzazione. Un’informazione che evidenzia, peraltro, se nella zona interessata sono stati apposti vincoli o se esiste la possibilità di determinare un cumulo di impatti con altri interventi di trasformazione del territorio già presenti. «È la prima regione d’Italia – annuncia Angelini – che si dota di uno strumento del genere. Un’innovazione straordinaria perché abbatte notevolmente la spesa da sostenere. Pensate che, anche applicando le tariffe minime, la procedura per l’autorizzazione paesaggistica, tra professionisti cui affidarsi e costi amministrativi, costa all’utente circa 6mila euro».

Inevitabile il riferimento alle trasformazioni del territorio che più stanno impegnando l’attenzione dell’opinione pubblica e delle amministrazioni locali: gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tematica, questa, evidenziata dal soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici della Basilicata, l’architetto Francesco Canestrini. Semplificare le procedure vorrà dire rendere meno cogenti i controlli sugli impatti dei megaimpianti sia eolici che fotovoltaici? «Tutt’altro – è la risposta – perché comunque le cartografie del Sit mettono in evidenza tanto gli impianti più grandi assoggettabili a valutazione paesaggistica e ad autorizzazione unica, quanto quelli più piccoli che godono di procedure autorizzative semplificate (dichiarazione o segnalazione di inizio attività). E dove c’è già concentrazione scatta una valutazione in più, quella del cumulo degli impatti».

1 Commento

  1. A queste autorizzazioni dovrebbe essere prestata maggiore attenzione dal momento che molti paesaggi in Puglia stanno scomparendo. Va bene installare impianti fotovoltaici perchè sono molto vantaggiosi ma allo stesso tempo bisogna anche salvaguardare l’ambiente che ci circonda.

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