Regione Puglia avverte i sindaci: «Scordatevi le proroghe» al piano paesaggistico

cantiere-edileSarà una circolare dell’assessorato al Territorio, nei prossimi giorni a chiarire i termini della cogenza del Piano Paessagistico regionale e stabilirà che tutti i perimetri già individuati dai piani urbanistici vigenti adeguati al Putt (Piano urbanistico territoriale) prevalgono sulle prescrizioni e i vincoli stabiliti dal nuovo Pptr. Per le nuove autorizzazioni, invece, varranno le nuove regole, in ottemperanza alle prescrizioni concordate col Ministero sulla base del Codice dei Beni paesaggistici.

È questa l’unica «concessione» che ieri l’assessore regionale al ramo, Angela Barbanente, ha dato ai sindaci, riuniti dall’Anci in un convegno cui ha partecipato anche il presidente della commissione Ambiente Donato Pentassuglia. I primi cittadini, a prescindere dal colore politico, non hanno risparmiato critiche al Pptr adottato dalla giunta in piena estate e che, a seguito della proroga approvata, concede tempi ristretti (entro il 6 novembre) per le deduzioni. Soprattutto, a preoccupare gli uffici comunali sono le norme di salvaguardia, ovvero l’immediata entrata in vigore dei vincoli in barba, appunto, ai Piani urbanistici e regolatori già approvati, assoggettati ai controlli della Regione (tramite la Valutazione ambientale strategica) e in corso di attuazione.

Almeno una trentina i Comuni pugliesi che, con la circolare annunciata da Barbanente, verrebbero «esonerati» dal limbo (regole nuove su piani già in itinere e per i quali si rischiano i contenziosi) ma per tanti altri, che pure non si sono ancora adeguati al Putt, i problemi si pongono eccome. Al punto che da più parti arriva la richiesta – esplicitata dal primo cittadino di Lecce, Paolo Perrone – di un «congelamento» delle misure di salvaguardia, chiedendo alla Regione una soluzione transitoria per consentire che la fase di confronto si svolga senza pressioni.

Quanto alle contraddizioni emerse dal Piano (zone a pascolo in aree edificabili o allargamento delle «zone filtro» a scapito delle destinazioni d’uso delle aree circostanti), i problemi – ha spiegato Barbanente – saranno risolti con le procedure e le correzioni già previste dalla norma.

La pioggia di contestazioni è stata intensa, ma la vicepresidente della Regione ha tenuto il punto e, senza cedimenti, ha lanciato un monito chiaro: tempi lunghi non ce ne saranno più per un Piano passato già al vaglio di 13 conferenze dei sindaci e pubblicizzato sin dal 2010.

Bepi Martellotta

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