Protezione civile: da Dicembre in Puglia gli allerta idro-meteo

sala-operativaL’assessore alla Protezione civile, Guglielmo Minervini, ha presentato oggi in conferenza stampa il sistema di allertamento meteorologico, idrogeologico e idraulico della Regione Puglia. Il sistema andrà in vigore dal 1° dicembre con il centro funzionale decentrato. Il centro funzionale decentrato, operativo 12 ore al giorno tutti i giorni dell’anno pubblica un bollettino di criticità regionale, sulla base delle previsioni meteo elaborate dal Dipartimento nazionale di protezione civile e della storicità degli eventi ideologici, valutando gli effetti sul territorio da un punto di vista idrogeologico e idraulico.

Se i valori prefissati vengono superati, il centro funzionale si attiva 24 ore al giorno e emana ai Comuni un avviso di criticità regionale.

L’attività di sorveglianza e monitoraggio si svolge con la raccolta dei dati dalle reti meteo/idro/pluviometriche regionali, dalle reti radarmeteorolgioche nazionali e dai satelliti, con il supporto della sala operativa regionale. Questo permette al Centro funzionale di svolgere l’analisi in tempo reale, di seguirne l’evoluzione spazio-temporale e i probabili effetti al suolo.

Dopo l’emissione dei bollettini-avvisi di criticità, la sala operativa diffonde un messaggio di allerta a tutte le componenti del sistema di allertamento regionale. Gli enti e le strutture destinatarie del messaggio attuano quanto previsto dai piani comunali e/o provinciali di emergenza e informano le popolazioni sulle basilari norme di autoprotezione. Il sito www.protezionecivile.puglia.it è aggiornato costamentemente sulle situazioni. “Quando abbiamo convocato questa conferenza stampa – ha detto Minervini – non avevamo alcuna consapevolezza sugli eventi che ci sarebbero stati in Sardegna o in Salento. Sapevamo solo che dal 1° dicembre ci sarebbe stata la scadenza che riguarda la Puglia. Oggi presentiamo il passo in avanti della nostra Regione per la gestione dei rischi: dirameremo noi i bollettini di allerta finora diffusi dal centro nazionale”. “Il bollettino meteo resterà nazionale – spiega – con questo sistema verrà trasformato in un’informazione intelligente. Attraverso la serie storica degli eventi, si prevedono tre livelli di criticità: ordinaria (gialla), moderata (arancio) e elevata (rossa)”. L’allerta viene elaborata con l’analisi di 180 tra idrometri e pluviometri disseminati sul territorio regionale che seguono l’andamento delle piogge.

“I comuni – prosegue – rimangono con i loro sindaci le autorità di protezione civile locali e devono mettere in campo le attività previste dai piani di protezione civile. Su 258 comuni il 94% è dotato dei piani, gli altri (si tratta di una decina), no. Per loro le sanzioni sono nei fatti: in caso di calamità, saranno esclusi dalla proclamazione di calamità naturale emessa dal Consiglio dei ministri e dunque anche dai rimborsi per danni. Contiamo comunque che anche comuni capoluogo grandi si attrezzino tutti entro il 2014”.

“Dopo l’allerta – continua l’assessore – i Comuni saranno supportati nella gestione, mettendo a disposizione la rete dei volontari. Ci rendiamo conto che sulla questione ci sia una scarsa attenzione dell’opinione pubblica, che ne prende coscienza solo in caso di catastrofi. Ma si deve sapere che in Italia negli ultimi 20 anni per ogni miliardo di euro speso in prevenzione ne sono stati spesi 2,5 solo per mettere le toppe dopo le catastrofi naturali. Se non cambieremo approccio, non andremo lontano”. Alla conferenza stampa hanno partecipato i dirigenti della Protezione civile e del centro funzionale Luca Limongelli, Giuseppe Amoroso e Pierluigi Loiacono.

Limongelli ha infine illustrato la suddivisione in 9 aree del territorio regionale per le zone di allerta e ha indicato in 9 i milioni dedicati recentemente ai Comuni per l’implementazione dei piani di protezione civile, oltre l’assunzione di 10 tecnici per la gestione del centro funzionale. Tutti a tempo determinato, come il personale della sala operativa, che gestisce le emergenze h24, pur in presenza di contratti di natura precaria.

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