Preoccupa lo stato di salute delle coste pugliesi

erosione-costaLo stato di salute della costa pugliese non promette nulla di buo­no. La Puglia è la seconda regione italiana più esposta al fenomeno dell’erosione. Non solo, l’Europa la in­serisce tra le aree a maggiore rischio. Dune e spiagge sono mangiate dall’ac­qua e dalla mano dell’uomo. Basta da­re un’occhiata alle cartine geografiche specifiche disegnate dalla Regione Pu­glia per accorgersi come sia Gargano che Salento abbiano perso chilometri di spiaggia nel giro di pochi anni.

Da Termoli a Vieste, da Pugnochiuso a Manfredonia e da Brindisi ad Otranto, passando per Bari, Monopoli e Torre Canne l’erosione è in continuo avanza­mento. Nel tratto compreso fra Termoli e Peschici, lungo oltre 100 chilome­tri, 11 località marittime su 15 hanno coste già destinate alla progressiva scomparsa. Lo scorso dicembre il forte vento ha accelerato e aggravato il feno­meno dell’erosione delle coste tra i Co­muni di Cagnano Varano e Ischitella. Il mare in burra­sca ha cancellato completamente la spiaggia per centinaia di metri di costa ed eroso la pineta e la duna per 30 – 35 metri verso l’interno. Una situazione estrema da «stato di calamità natura­le».

L’erosione si manifesta «visibilmen­te» con arretramenti della linea di riva che, talvolta, può mettere in pericolo anche la stabilità di insediamenti abita­tivi o di infrastrutture realizzate lungo fascia costiera e «in modo non visibi­le» con un aumento della profondità dei fondali della spiaggia sommersa a causa dell’allontanamento della sab­bia verso il mare aperto. Questo fenomeno, si riscontra in modo particolare lungo le coste nel cui entroterra l’azio­ne antropica dell’uomo è stata più for­te. Ciò è stato dimostrato scientifica­mente. In particolare, tale fenomeno, è do­vuto alla realizzazione di nuove opere a mare, che possono interferire in mo­do consistente con la dinamica dei se­dimenti, all’urbanizzazione e infrastrutturazione della fascia costiera, al­la regimazione dei corsi d’acqua, alla realizzazione di invasi, alle sistemazio­ni idrauliche forestali. Tutti questi in­terventi nel tempo fanno risentire il loro impatto che consiste principalmen­te nel diminuire, se non annullare, il trasporto di materiali terrigeni verso il mare facendo venir meno l’equilibrio medio tra l’azione erosiva del moto on­doso e l’apporto di sedimenti da terra.

La Regione Puglia ha per questo nel 2006 approvato la legge n. 17 del 23 giugno 2006, «Disciplina della tutela e dell’uso della costa», per regolare l’esercizio delle funzioni amministrati­ve connesse alla gestione del demanio marittimo e delle zone del mare territoriale conferite dallo Stato, individuan­do le funzioni trattenute in capo alla Regione e quelle conferite ai Comuni e alle Province.

Se gli imminenti ponti e festività del 25 aprile e dell’ 1 maggio costituiranno un primo banco di prova per misurare i flussi turistici in Puglia, le burrasche d’inverno hanno consumato ulteriormente la costa e, smantellando decine di architetture preesistenti, complicato la vita ai concessionari dei lidi in vi­sta dell’estate. E in questo quadro oggi l’assessore Leonardo Di Gioia illustra il piano legato all’avvio delle attività nelle mari­ne dal Gargano al capo di Leuca e la relativa carta geografica dell’ erosione. Per estensione del fenomeno, il Salento è il lembo di Puglia più vessato dalla lesione del litorale. Il fenomeno interessa non solo le spiagge, ma anche la costa alta e rocciosa.

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