Nel Gargano una tra le 44 aree più inquinate d’Italia

mappasinitaliaIl suolo svolge una fondamentale funzione protettiva dell’ambiente attraverso il suo potere autodepurante in grado di mitigare gli effetti degli inquinanti. La contaminazione del suolo ad opera di quantità eccessive di sostanze chimiche determina un’alterazione delle sue caratteristiche, tali da comprometterne non solo le funzioni protettive ma anche quelle produttive ed ecologiche. Gli impatti dovuti alla contaminazione del suolo riguardano altresì le acque superficiali e sotterranee, l’atmosfera e la catena alimentare, con l’insorgere di rischi, anche gravi, per la salute umana.

L’inquinamento del suolo può essere localizzato in aree circoscritte, in corrispondenza di sorgenti di contaminazione note e localizzate (siti contaminati), oppure interessare aree molto vaste ed essere legato all’immissione nell’ambiente di grandi quantitativi di prodotti chimici da parte, quasi sempre, di molteplici sorgenti disperse nel territorio (contaminazione diffusa). La contaminazione viene definita diffusa in quanto è spesso legata alle deposizioni atmosferiche, all’agricoltura intensiva, oppure ad attività antropiche diffuse sul territorio e/o prolungate nel tempo tali da rendere difficile l’individuazione di una sorgente univoca. Nel caso della contaminazione diffusa, la risposta più efficace è quella di intraprendere attività preventive volte alla mitigazione delle pressioni, come il miglioramento dei controlli sulle emissioni in atmosfera e nelle acque, la limitazione all’uso e alla commercializzazione di sostanze potenzialmente contaminanti, la definizione di criteri di qualità per i prodotti utilizzati in agricoltura e la limitazione dei quantitativi di fertilizzanti utilizzabili.

Il problema dei siti contaminati, oltre a costituire un’evidenza di inquinamento ambientale che richiede necessari e urgenti interventi di risanamento del suolo e delle altre matrici ambientali indirettamente compromesse, rivela un ulteriore risvolto critico connesso alle conseguenze economiche legate sia agli ingenti impegni finanziari necessari per la bonifica e per il ripristino ambientale del suolo, sia alla perdita di valore delle aree contaminate.

Se si pensa che all’interno dei SIN (Siti da bonificare di Interesse Nazionale) ricadono le più importanti aree industriali della penisola e che a dieci anni dall’emanazione della norma che individuava i primi SIN la percentuale di aree svincolate e/o bonificate è ancora limitata, si può comprendere l’entità della perdita nel sistema economico produttivo, inteso anche come perdita nella capacità di attrarre investimenti. Secondo i dati contenuti nella Valutazione d’impatto (SEC(2006)1165) della Strategia tematica per la protezione del suolo (COM (2006) 231) condotta dai servizi della Commissione Europea, il costo annuo rappresentato dalla contaminazione del suolo è compreso in un range di 2,4-17,3 miliardi di euro.

Dalla Val D’Aosta alla Sicilia sono quarantaquattro le aree del Paese inquinate oltre ogni limite di legge. Sei milioni di persone esposte a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali. I siti dichiarati di Interesse Nazionale (SIN) presenti in Puglia sono quattro: Manfredonia, Brindisi, Taranto e Fibronit-Bari. Le operazioni di bonifica sono coordinate direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), con il supporto tecnico dell’ISPRA, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’ENEA e delle ARPA/APPA competenti per territorio.

Il Sito di Manfredonia, nel Gargano, ha un’estensione complessiva di 10,7 km2, tra aree private ed aree pubbliche.

Delle aree pubbliche la porzione di territorio con estensione maggiore (8,5 km2) è rappresentata dall’area marina prospiciente il polo chimico; il resto del territorio è costituito da tre discariche, estese 45.500 m2 (Pariti I), 35.100 m2 (Conte di Troia) e 2.100 m2 (Pariti Liquami).

L’area del SIN di Manfredonia, può essere schematicamente suddivisa nelle seguenti sub aree:

• Aree Private, costituite primariamente dal polo chimico ex Enichem, attualmente Syndial

• Aree Pubbliche, costituite dalle discariche Pariti I, Conte di Troia, Pariti Liquami.

sin-manfredonia

Aree private. Si procede con il piano di indagine ambientale del fondo e della pareti di scavo delle discariche F e 4 presenti nell’Isola 12 di proprietà della Syndial. Gran parte della discarica era riempita da terreni misti a fanghi Accelator, terreni contaminati misti a code tolueniche e fanghi, in particolare Accelator. A seguito delle attività di collaudo del fondo scavo e delle pareti eseguite nel mese di aprile 2010, dalle analisi dei campioni esaminati dal laboratorio di parte si riscontrava una concentrazione degli analiti ricercati conforme ai limiti indicati dalla normativa vigente ad eccezione di un campione che presentava valori per lo Zinco e gli Idrocarburi pesanti (C>12) superiori alle CSC per i terreni ad uso industriale, mentre dall’analisi dall’Agenzia risultava in un diverso campione un lieve superamento delle CSC dei fenoli. Si rendeva pertanto necessario un nuovo piano di campionamento del fondo scavo, considerando inoltre una maglia più ristretta rispetto alla precedente, eseguito nel mese di novembre 2010. È attualmente in corso la validazione dei dati.

Quanto all’indagine ambientale finalizzata alla definizione dello stato qualitativo dei terreni non ancora caratterizzati dell’Isola 5, si ricorda che la superficie dell’Isola 5 (di circa 6,2 ettari) era occupata dagli impianti di urea e ammoniaca e dai magazzini di materie prime. Nel 1976, a seguito dell’esplosione della testa della colonna di decarbonatazione dei gas di sintesi dell’ammoniaca, si verificò la fuoriuscita di prodotti a componente arseniosa. La caratterizzazione dell’area non interessata dagli impianti aveva evidenziato tenori di arsenico superiori ai limiti di riferimento, causando la contaminazione di alcune aree (hot spot), da cui sono state asportate circa 41.500 tonnellate di terreni contaminati da arsenico. Si attendeva lo smantellamento degli impianti per completare la caratterizzazione dell’Isola. Dal momento che l’area risultava completamente pavimentata, in gran parte con calcestruzzo e in parte con asfalto, si è reso necessario campionare la pavimentazione; in questa fase si sta provvedendo ad ultimare la validazione. Da una prima analisi è stata riscontrata la presenza di arsenico, a volte associata agli IPA.

Aree Pubbliche. Le discariche “Pariti I-RSU”, “Conte di Troia” e “Pariti I – Liquami” ricadono nel territorio del Comune di Manfredonia (FG), a Sud-Ovest della Località Siponto, e sono state realizzate in vecchie cave di calcarenite poi dismesse. La discarica Pariti II in località Conte di Troia, dismessa negli anni ’70 e impiegata per la ricezione dei RSU ed assimilabili del bacino di Manfredonia, si estende su una superficie complessiva di 22.000 mq ed è composta da una discarica ex art. 12 del DPR 915/82 e da una discarica controllata. Per quanto la caratterizzazione fosse stata già avviata, in sede di Conferenza dei Servizi al Ministero è stato richiesto al Commissario delegato per l’emergenza dei rifiuti della Regione Puglia e a Sviluppo Italia, a seguito dell’andamento delle operazioni in situ, l’esecuzione di ulteriori due sondaggi al fine dell’individuazione dell’eventuale percolato e della presenza di rifiuti in area non indagata nel progetto. Ciò ha consentito di individuare il percolato e di aggiungere ulteriori informazioni sul corpo rifiuti, per le fasi successive di messa in sicurezza o bonifica.

Per quanto riguarda la discarica Pariti I Liquami, sita a circa 6 Km a Sud-Ovest del centro urbano di Manfredonia e sottoposta alle operazioni di bonifica, nel corso delle operazioni di collaudo delle pareti e del fondo scavo dei settori S4-bis e NB, la presenza di un monolite roccioso, le cui fessure presentavano tracce di imbibizione con i liquami precedentemente versati, ha imposto la necessità di determinare l’eventuale grado di contaminazione della parete. La validazione del collaudo del fondo scavo e pareti è tuttora in corso. Le analisi esperite dall’ARPA hanno rilevato modesti superamenti dei limiti per uso verde pubblico e residenziale di Berillio e Stagno che potrebbero essere anche di origine geologica, soprattutto per quanto riguarda il Berillio. Inoltre, su qualche campione si sono rilevate piccole quantità di IPA e PCB e, solo in un paio di casi, in concentrazioni superiori ai predetti limiti.

Dal rapporto del Ministero della Salute emerge che nell’area di Manfredonia «si osservano, negli uomini e nelle donne, un eccesso per tumore dello stomaco e un difetto per le malattie dell’apparato respiratorio. Stime imprecise in difetto sono presenti per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali».

1 Commento

  1. Nietta Pastore

    Non sono riuscita a leggere l’ articolo….davvero ostico!

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