Erosione coste: emergenza nel Gargano, stagione a rischio

erosione_costa_rodi_1_1Le bellezze naturalistiche sono sempre state il principale attrattore del turismo garganico. Le spiagge, note per la sabbia finissima e la loro notevole estensione, sono sempre state un vanto per lo “sperone del Gargano”. Da questo inverno, però, le spiagge più che un vanto, sono divenute una fonte di preoccupazione per la comunità garganica. Le fortissime mareggiate, infatti, hanno improvvisamente accelerato il fenomeno erosivo e chilometri e chilometri di spiagge sono letteralmente spariti, inghiottiti dal mare.

Ad essere più colpiti da questo improvviso (ma naturale) fenomeno sono i comuni di Cagnano Varano (località Capojale e Isola Varano), Ischitella (località Foce Varano), Rodi Garganico e Vico del Gargano (località San Menaio).

Nel comune di Rodi Garganico la riduzione della larghezza delle spiagge era già stata al centro delle polemiche fra chi sosteneva che dipendesse dalla costruzione del nuovo porto turistico e chi, invece, sosteneva che era il segno di una imminente accelerazione del fenomeno erosivo nel Gargano. L’estenzione del fenomeno su un tratto di costa lungo più di 100 chilometri esclude totalmente che la costruzione di tale porto turistico sia la causa e pone la necessità di interventi urgenti per risolvere la situazione.

Gli operatori turistici, infatti, denunciano che se la situazione non dovesse migliorare entro l’estate, il danno economico e di immagine per il Gargano sarà enorme. La politica si è mobilitata con ritardo per risolvere la questione. Nessun comune, infatti, ha provveduto a realizzare interventi di dragaggio che avrebbero almeno attutito il fenomeno. Solo un mese fa i comuni di Cagnano Varano e Ischitella hanno chiesto lo stato di calamità naturale.

L’europarlamentare Silvestris (PdL) ha rivolto, due settimane fa, una interrogazione al Parlamento Europeo sulla situazione, definendo la situazione delle coste garganiche un disastro per il territorio e chiedendo l’accesso ai fondi necessari per mettere in sicurezza le spiagge e proteggerle con dighe frangiflutti. Non sembrerebbe, infatti, esserci altra alternativa contro il fenomeno erosivo: il posizionamento di dighe frangiflutti – costituiti da scogli posti a circa 150 metri dalla spiaggia per ridurre la forza delle onde in arrivo – permetterà di risolvere il problema o quantomeno di ridurne gli effetti.

E mentre il Gargano attende risposte dallo Stato, per la dichiarazione dello stato di calamità naturale, e dall’Ue sullo stanziamento di fondi per risolvere la questione, le istituzioni regionali tacciono, fomentando quel sentimento “anti-barese” che è già molto diffuso tra gli abitanti della “Montagna Sacra”.

6 commenti

  1. Domenico Summa

    Chi ha fatto la valutazione di impatto ambientale per il mostro che hanno costruito a Rodi?

  2. Teresa Di Maria

    qualche tecnico prezzolato!

  3. Filippo Forti

    Che peccato!!!Dov’è finita la spiaggia immensa della mia infanzia????!!!

  4. Filippo Forti

    Comunque pare che le dighe frangiflutti non creino il ripascimento dell’arenile….come chiudere il recinto a buoi scappati….

  5. Gae Delli Carri

    questo problema non e’ causato da nessun mostro!!questo fenomeno esiste anche a foce varano, anche a capojale,come lo e’ anche a termoli ,e a san benedetto del tronto…anche li’ sara’ colpa del mostro costruito a rodi? qui si parla di erosione della costa..

  6. Gae Delli Carri

    I ghiacci si stanno sciogliendo? Forse si e forse no. Ma la causa principale dell’erosione e’ la completa distruzione del sistema dunale che in passato caratterizzava il gargano e preservava le spiagge. I sistemi dunali, hanno una grande importanza sia paesaggistica che funzionale. quando si iniziano a toccare le dune (che noi chiamiamo “molfe”!) si toccano equilibri molto delicati che concorrono al mantenimento della larghezza delle spiagge… mi viene subito da pensare alla pista ciclabile a Foce Varano ..Essi infatti garantiscono un importante serbatoio di sabbia per le spiagge nei periodi in cui queste sono sottoposte all’azione erosiva del mare. La loro conservazione quindi è necessaria per il mantenimento delle spiagge.
    Attualmente la maggior parte delle spiagge e dei sistemi dunali del Mediterraneo sono in fase di netta regressione a causa soprattutto delle attività antropiche. Le cause di degrado e di regressione delle spiagge e dei sistemi dunali possono essere riassunti nel seguente modo:
    – Realizzazione di bacini lacustri artificiali che hanno determinato la drastica riduzione degli apporti sedimentari alle spiagge.
    – Costruzione di porti, strade costiere e barriere per la protezione delle spiagge.
    – Crescente urbanizzazione della fascia costiera.
    – Costruzione di strutture edilizie stabili nelle spiagge o nei sistemi dunali.
    – Prelievo di materiale sabbioso dai litorali, dalle dune o dai corsi d’acqua dolce.
    – Apertura di sentieri o carrarecce nei sistemi dunali da parte di fuoristrada.

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