Caso Roccamare, la replica del Sindaco Nicola Pinto al WWF

nicola-pintoA proposito degli articoli apparsi sui giornali della nostra Provincia, oltre che on line su molti blog è doveroso precisare quanto segue:

anzitutto è bene ricordare che sin dal 1997, anno di rilascio della concessione edilizia n. 79 alla Soc. Roccamare, Nicola Pinto non rivestiva la carica di Sindaco, bensì di semplice consigliere di opposizione dell’Amministrazione Moretti, e che la concessione edilizia fu rilasciata dal Responsabile dell’UTC, così come per legge, corredata da tutti i pareri ed i nulla osta previsti in considerazione dei numerosi vincoli operanti sulla zona, e, in particolare:

  1. parere favorevole della commissione edilizia comunale in relazione alla conformità dell’intervento alle previsioni e parametri del Programma di Fabbricazione vigente, rilasciato il 20.5.1996;
  2. autorizzazione paesaggistica n. 3 /97 del 15.1.1997;
  3. parere della Soprintendenza di Bari per i BB. AA. AA. SS.;
  4. nulla osta dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Foggia in merito al vincolo idrogeologico, rilasciato il 27.11.1996;
  5. parere favorevole dell’ASL FG1 del 27.3.1996.

È fatto obbligo alla Pubblica Amministrazione la difesa di ogni proprio atto, per giunta avvalorato da altri Enti Pubblici, di fronte alle autorità competenti.

Con determina n. 1060 del 29/01/2001 il responsabile dell’UTC, ing. Di Monte, reintegrato nelle sue funzioni, accolse la richiesta di sanatoria presentata dalla Soc. Roccamare.

Nel 2001 proposero ricorso “alcuni cittadini” (quelli che avevano perso la veduta del mare, per intenderci).

Una volta che il Responsabile dell’UTC aveva accolto la richiesta di sanatoria, l’Amministrazione Comunale, a fronte di un atto di cui era stata conclamata la legittimità dallo stesso Ing. Di Monte, ha difeso del tutto legittimamente il suddetto atto davanti al TAR a seguito del suddetto ricorso, che peraltro è stato ritenuto inammissibile!

Roccamare Rodi

La costruzione Roccamare

Oltretutto, la stessa deliberazione della Giunta Comunale con la quale veniva conferito l’incarico al legale di fiducia al fine di difendere tale atto al TAR è stato corredato dell’indispensabile parere dei vari dirigenti dei competenti uffici interessati (Utc, Ragioneria, Segretario Generale, etc.), senza i quali non sarebbe stato possibile adottare la predetta deliberazione, a pena di illegittimità.

È davvero singolare che il tecnico Responsabile dell’UTC, che disponeva, e tutt’ora dispone, dell’intero carteggio (a differenza degli Amministratori) non fosse a conoscenza di tutti gli atti adottati e pervenuti al proprio ufficio, ivi comprese tutte le contestazione ricevute dal Comune e gli atti di indagine della Procura di Lucera, ed è altrettanto singolare che ciò che era noto al WWF, non fosse altrettanto noto al Dirigente dell’UTC…!

È noto come solo ai competenti uffici comunali spetti l’adozione dei provvedimenti gestionali, nella loro totale responsabilità ed autonomia, che sono sicuro avranno adottato e/o che adotteranno nel pieno rispetto della legge, ai sensi degli artt. 107 e seguenti del D.Lgs n. 267/2000, oltre che ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. n. 165/2001.

I sequestri della documentazione operati dalla polizia giudiziaria ed ogni altro atto conseguenziale non direttamente indirizzato agli amministratori rimane nella esclusiva discrezionalità dell’ufficio, che non ha nemmeno l’obbligo di informare gli amministratori, così come è avvenuto nel caso di specie.

Il WWF fornisce a suo modo una dettagliata cronaca (di parte) dei fatti succedutisi dal giugno 1999 fino ad agosto 2001, e nulla racconta invece dei fatti avvenuti dall’agosto 2001 ad oggi. 12 anni sui quali il WWF tace, e che sono invece gli anni in cui sia Pinto che l’Ing. Inglese sono stati completamente assenti dall’amministrazione del paese, e Nicola Pinto è rimasto sempre e comunque totalmente estraneo da qualsiasi aspetto inerente la vicenda giudiziaria ed amministrativa.

Altro che Pinto Pilato!

Massimo rispetto per lo spirito ecologico ed ambientalista del WWF, ma di fronte alla strumentalizzazione di questa vicenda da parte di taluni (per fortuna pochi), che usano la sigla del WWF per calunniare e diffamare strumentalmente chi come il sottoscritto si è adoperato per tanti anni per la conservazione ed il rispetto dell’ambiente, non potevo esimermi dal chiarire la vicenda nei suoi effettivi termini.

Vorrei che i locali rappresentanti dell’associazione ambientalista spiegassero dove erano quando hanno lasciato che venisse costruito un centro commerciale in mezzo al mare, qual’è l’attuale porto, con edifici alti fino a tre piani, dove oggi, grazie a questa struttura, il meraviglioso litorale con la sua finissima spiaggia sono scomparsi, così arrecando un disastro ambientale a causa della perdita di quasi tre chilometri di sabbia dorata, da sempre costituente il vanto della città; purtroppo, anzi, abbiamo ormai la certezza che presto sarà coinvolta nell’erosione in atto anche la S.S.89.

Cosa fanno i sedicenti ambientalisti che oggi sono così attenti ad un fatto comunque marginale, per quanto da non sottovalutare, rispetto al disastro che si sta consumando sotto gli occhi di tutti?

Questi ambientalisti non onorano il glorioso WWF, e lo stesso WWF dovrebbe anzi essere più attento a tale riguardo.

Ed ancora, mi viene da chiedere: dove sono questi stessi ambientalisti rispetto allo scempio della pesca a strascico praticata a pochi metri dalla battigia, che si consuma quasi quotidianamente di fronte alle spiagge del Gargano nord, provocando la desertificazione della fauna marittima?

Non vi è più cieco di chi non voglia vedere.

Per quanto attiene alle espressioni calunniose ed offensive gratuitamente rivolte al mio indirizzo, mi riservo di intraprendere le conseguenti azioni a tutela della mia reputazione e della mia onorabilità davanti alle competenti sedi giudiziarie, civile e penali.

dott. Nicola Pinto
Sindaco di Rodi Garganico

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