Anche il Gargano ha la sua «Concordia»

eden vConcluso con squilli di trombe, rulli di tamburi e plauso di popolo il recupero della nave da crociera Concordia Costa incagliatasi due anni fa all’isola del Giglio, sulla spiaggia del Parco Nazionale del Gargano, in Puglia, giace il relitto della Eden V, una delle tante navi dei misteri che – come il Cunsky o anzi il Catania – hanno fatto naufragio nei mari italiani. La Eden V si vede benissimo su Google Maps, da cui è tratta l’immagine: un clic per andare sull’originale navigabile. E’ sulla spiaggia di Marina di Lesina dal lontano 1988. Costituisce uno dei tanti strani casi di cui l’Italia non è mai venuta a capo.

E’ un peccato che negli ultimi anni non si parli più delle navi a perdere, i roclò galleggianti che si sospetta siano stati deliberatamente affondati insieme al loro carico di veleni, rifiuti, scorie. Non si è mai saputo cosa esattamente trasportasse la Eden V: una volta incagliatasi risultò vuota (tutti salvi e rimpatriati gli uomini dell’equipaggio, in massima parte mediorientali).

Sta di fatto che lungo la spiaggia su cui giace la Eden V è facile incontrare bidoni arrugginiti, e, come dice un’inchiesta di Rai News, migliaia di corpi estranei ascrivibili alla categoria container e affini giacciono nelle vicinanze sui fondali.

Infondoalmar è un database dedicato ai mercantili affondati o naufragati misteriosamente durante gli ultimi trent’anni nel Mediterraneo che, si sospetta, sarebbero stati usati per sbarazzarsi di tonnellate di rifiuti tossici, chimici e radioattivi. Si sospetta, perchè anche quando gli indizi sono numerosi le eventuali prove si trovano sotto centinaia di metri di acqua.

eden-V

Le informazioni di Infondoalmar sono tratte dagli archivi dei Lloyd’s di Londra e da vari dossier che Legambiente e altre associazioni ambientaliste dedicarono alle navi a perdere. A proposito della Eden V, si legge che si trattava di un cargo della stazza di 2.918 tonnellate:

Nave battente bandiera maltese, varata nel 1968 e di fabbricazione giapponese. Proveniente dal porto di Tripoli in Libano, e diretta ufficialmente al porto di Porto Tolero (Ploče) in Croazia. Affondò al largo del Gargano in Puglia il 16 dicembre 1988. Il relitto fu spinto verso la costa dalla corrente fino ad andare a incagliarsi sulla duna del lago costiero di Lesina. Il dossier del 2009 di Legambiente sugli affondamenti sospetti afferma che “attorno allo scafo, per un raggio di tre chilometri sul litorale, giacciono 23 barili arrugginiti e maleodoranti”. Il nome fu cambiato poco prima dell’incidente. Ignoti i proprietari.

Anche se il relitto è ben visibile, la Eden V risulta ufficialmente smantellata. La presenza della nave è segnalata come “cattiva pratica” sul sito dell’Osservatorio del paesaggio che fa capo alla Regione Puglia. Queste le parole: “Inizio dello smantellamento mai completato con relativo abbandono di rifiuti di scarto e idrocarburi sulla duna e nel mare”.

Questo post è debitore a blogeko.

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