Allarme degli edili per il piano paesaggistico pugliese

cantiere-edileNuova riunione dei sindaci pugliesi, nella sede Anci, per discutere del Piano paesaggistico regionale (ma anche del Piano regionale dei rifiuti, che martedì approda in consiglio regionale). Ma sul Pptr il dibattito non si arresta ed è l’associazione degli edili pugliesi, l’Ance, a mettere nero su bianco le osservazioni, consegnate nei giorni scorsi al presidente della commissione Ambiente Donato Pentassuglia al termine delle audizioni e all’assessore al ramo Angela Barbanente.

Nel documento l’associazione guidata da Giovanni Delle Donne invita il Governo regionale a «una riflessione seria e responsabile in merito ai significativi impatti del Piano sull’economia dei territori e in particolare sul comparto delle costruzioni». E rilancia la proposta di «una riformulazione delle “misure di salvaguardia” e del “regime transitorio”». In tal modo, spiega l’Ance, si tutelerebbero «i programmi di investimento avviati nel rispetto della disciplina paesaggistica vigente al momento del loro concepimento».

Oltre alla richiesta di maggior tempo per i Comuni, affinchè siano in grado di adeguarsi alle prescrizioni, l’Ance chiede alla Regione un apposito «stanziamento di bilancio» per accompagnare i comuni meno «virtuosi» alla nuova pianificazione.

Maggior coinvolgimento degli enti locali e degli ordini professionali nel percorso di analisi del Pptr viene richiesto anche dai Moderati e Popolari. Per il capogruppo Nicola Canonico occorre «approfondire quei punti al centro del dibattito»: la fase di confronto preventivo, dice, non c’è stata né «questo passaggio si può ritenere superato dalle conferenze d’area, che anzi hanno aperto la strada ad ulteriori confusioni in materia». Restano molti nodi da sciogliere, come i titoli autorizzativi edilizi, ma soprattutto vanno inglobati nel Piano «tutti gli strumenti di pianificazione territoriale di cui la Puglia si è dotata in questi anni». Infine, la richiesta di modifica della legge regionale affinché «l’approvazione definitiva del Piano passi in capo al consiglio regionale».

«Uno strumento di tale portata, che inciderà sul futuro della Puglia, non può essere approvato esclusivamente dalla Giunta» gli fa eco Salvatore Negro, capogruppo dell’Udc. Un piano «partorito da un gruppo di tecnici» che rischia di creare molti incidenti di percorso e con una mappatura «lontana dalla realtà: non è possibile scegliere aree a pascolo a macchia di leopardo, alcune anche all’interno di aree già urbanizzate, senza che ciò sia condiviso dai pugliesi. Ecco perché è necessario coinvolgere il Consiglio».

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