Pinto torna alla carica: “mi ricandido ed ecco la mia ricetta di sviluppo”

Sindaco di Rodi Garganico per due mandati consecutivi, consigliere provinciale e presidente della Comunità montana del Gargano, indiscutibilmente, oggi, può coniugare esperienza e motivazioni forti. “Condividiamo l’idea che la politica debba essere espressione della popolazione e non un gradino al di sopra. Non per nulla” spiega – il nostro programma è il risultato di un percorso collegiale che dà concretezza alla nostra visione del modo con cui si deve governare.

Ascolto, confronto, discussione, competenza, partecipazione democratica e trasparenza: queste le parole chiave del nostro programma. Favorire lo sviluppo della solidarietà, della coesione sociale, di un nuovo senso civico, nel rispetto delle competenze e dei ruoli per garantire ciò di cui il nostro paese ha estremo bisogno; la pacificazione sociale”. Quattro i pilastri del suo progetto di governo della città: potenziamento e sviluppo del turismo: una rinnovata e più sensibile attenzione alle reali necessità della popolazione; individuazione e realizzazione di progetti legati allo sviluppo turistico, economico, sociale e culturale del paese; valorizzazione delle potenzialità ambientali presenti nel territorio.

Cominciamo dal turismo. “il turismo costituisce – spiega Pinto – il settore trainante di tutta la nostra economia e rappresenta la fonte primaria di reddito. Occorre, pertanto, una particolare attenzione per aumentare le presenze non solo nel periodo estivo, ma anche nei periodi di bassa stagione favorendo una forte sinergia tra istituzioni, imprenditori e cittadini attraverso strategie diverse e partecipate quali: l’istituzione di una delegazione di imprenditori turistici; la realizzazione di un programma estivo che comprenda eventi di risonanza nazionale, come il premio “I Faraglioni”.

Altro punto qualificante: la tutela della salute del cittadino, “Investendo – aggiunge Pinto – sulla prevenzione e sull’efficienza dei servizi sanitari. A tal fine, ci impegniamo a promuovere azioni e progetti volti alla prevenzione e a sostenere stili di vita più salutari; potenziando i presidi sanitari esistenti nel territorio; ripristinando la struttura del Pronto Soccorso e di tutti i servizi soppressi o trasferiti. Non possiamo non guardare ad agricoltura e pesca, settori oggi in crisi in crisi ma importanti per la valorizzazione del territorio, come spinta per occupazione ed economia. Infine, ma non per importanza, l’urbanistica, problematica – conclude Pinto – da affrontare, non tanto pensando alla realizzazione di nuove case o di nuovi quartieri, quanto la razionalizzazione di quelli esistenti per evitate un’ulteriore sottrazione di aree verdi – campagna- a favore degli agglomerati urbani e, quindi, dotare la città di servizi per migliorare il livello di vita dei cittadini.

Francesco Mastropaolo

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