Amministrative 2012: stop alla diffusione dei sondaggi

Mancano ormai due settimane alle elezioni comunali fissate per il 6 e 7 maggio ed è quindi entrata in vigore la normativa che vieta di rendere pubblici, o comunque di diffondere, i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici degli elettori, anche se i sondaggi sono stati realizzati in un periodo antecedente a quello del divieto che sarà valido fino a lunedì 7 maggio.

Anche il sondaggio “il sindaco che vorrei” del blog di Rodi Garganico viene quindi sospeso, in attesa di conoscere se i dati raccolti in questi ultimi mesi saranno confermati o smentiti lunedì sera all’esito delle operazioni di scrutinio.

Proibito quindi diffondere i dati dei sondaggi, anche se le organizzazioni partitiche continueranno a commissionarli per cercare di carpire gli umori degli elettori che, stando agli ultimi dati diffusi nei giorni scorsi, conservano la fiducia nei partiti in appena il 2% dei casi.

Una cifra talmente bassa che crea molta apprensione nei signori della politica, in quanto il rischio maggiore è che l’unico partito vittorioso possa essere quello degli elettori che non si recheranno alle urne. Preoccupazioni verosimilmente eccessive in quanto, trattandosi di votare chi deve guidare la comunità a cui si appartiene può benissimo accadere che non ci sia la forte spinta all’astensione che si registrerebbe se si dovesse invece scegliere chi mandare in Parlamento.

Il pericolo vero è che dal voto, come accadde appena dopo l’esplosione di Tangentopoli, possano essere pesantemente puniti i partiti tradizionali, soprattutto se, nel varare le candidature, avranno agito con i metodi di sempre, e premiati candidati che agli occhi degli elettori appariranno più credibili.

 

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