Parco del Gargano, rivedere i confini

Forte di un rinnovato spirito di compattezza e concretezza, la Comunità del Parco, riunitasi venerdì a Monte Sant’Angelo, ha discusso, condiviso e deliberato importanti atti inerenti tematiche di estrema attualità per il territorio. La discussione si é incentrata sulla chiusura delle sedi minori dei tribunali, sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti, sul cofinanziamento dei progetti candidati al Psr Puglia, sul drammatico taglio alla pianta organica dell’ente e sul proseguimento dell’iter per l’adozione degli strumenti di pianificazione. All’assise presieduta da Ersilia Nobile, Presidente della Comunità del Parco, erano presenti il Presidente dell’Ente Parco, Stefano Pecorella, ed i rappresentanti della Provincia di Foggia, dei Comuni di Monte Sant’Angelo, Mattinata, Manfredonia, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Rodi Garganico, Peschici, Cagnano Varano, Vico del Gargano, Sannicandro Garganico, Carpino, Rignano Garganico, e delle associazioni ambientaliste (WWF, Legambiente, Lipu, Fai).

Gran parte della seduta è stata dedicata alla discussione delle determinazioni da adottare per dare un’accelerata all’approvazione del Piano del Parco e del Piano Socio Economico, strumenti indispensabili per garantire regole certe per tutti e l’accesso alla negoziazione diretta delle linee finanziarie regionali, nazionali ed europee. Dopo un’attenta disamina dell’attuale stato dell’arte, all’unanimità la Comunità ha deciso di aggiornare il punto sulla proposta di modifica della Piano avanzata dal Presidente procrastinando il parere sul Piano a venerdì 26 ottobre. “Finalmente si fa chiarezza– ha dichiarato Pecorella -. Negli ultimi mesi i cittadini sono stati destinatari di informazioni quantomeno non corrette. Sostenitori della logica che un territorio possa svilupparsi senza regole, hanno tentato di far diventare la discussione sulle aree contigue, anziché una necessità di avere regole condivise, invece, un subdolo referendum sull’importanza del Parco in quanto ente di tutela e sviluppo insostenibile del territorio. Sono ampiamente soddisfatto della posizione assunta dai sindaci che hanno ritenuto fondamentale disegnare un nuovo, e non solo geografico, confine entro il quale condividere uno sviluppo coerente con il territorio, duraturo e non speculativo. Ogni amministratore è consapevole e responsabile che ulteriori ritardi nell’approvazione delle regole dei Piani dell’ Ente Parco costituiscono un danno per la mancata possibilità di attingere a fonti finanziamento che costituiscono l’unica alternativa al definitivo, irrimediabile impoverimento economico, culturale ed ambientale della nostra area protetta”.

L’analisi è stata approvata dai presenti che coscienziosamente hanno accolto l’invito a sollecitare la Regione ad un incontro per sbloccare l’approvazione del Piano con le osservazioni sin qui agli atti del Piano. Inoltre, il Presidente ha proposto la bozza di una delibera con la quale si chiede la modifica del Piano del Parco con l’estrapolazione delle aree contigue, in considerazione del fatto che è la Regione Puglia e non l’ente Parco ad istituirle. Approvati all’unanimità gli accapi sull’opposizione al paventato taglio del 40% del personale dell’Ente Parco previsto dalla Spending Review (tutti i Comuni adotteranno una delibera di Consiglio da mandare ai Ministeri per ribadire l’importanza di un’istituzione come l’Ente Parco che non va smantellata ma rafforzata con ulteriori professionalità), sulla chiusura dei Tribunali garganici (è stato dato mandato a Pecorella e Nobile di esprimere al competente Ministero la contrarietà a questo provvedimento e di creare, per aree geografiche omogenee, gruppi di Comuni che assieme garantiscono economicamente il funzionamento delle sedi distaccate, dei Giudici i Pace e del Tribunale dei minori); quanto alla disponibilità del Parco ad intervenire per il cofinanziamento dei progetti presentati dai comuni alla regione Puglia a valere sul Psr, si è deciso di aggiornare il punto in considerazione della riapertura dei bandi da parte della stessa regione.

“Sul versante del ciclo dei rifiuti la situazione del Gargano è disastrosa – hanno riferito i sindaci al Presidente Pecorella-. La pianificazione regionale non si è dimostrata sensibile alla peculiarità del territorio garganico. Le promesse della Regione sono state disattese. I Comuni sono prossimi al dissesto finanziario per i costi che devono sopportare per trasferire i rifiuti sino a Cerignola”. “E’ giunto il momento di prendere posizione e sollecitare Provincia e Regione a comportamenti più seri e responsabili – ha chiosato Pecorella -.

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