Parco del Gargano, lite sui nuovi confini

Guerra al Parco del Gargano, al suo piano e alla perimetrazione delle aree contigue. L’hanno dichiarata ufficialmente tredici consiglieri provinciali di maggioranza che accusano l’attuale presidente dell’area protetta (fino a qualche mese fa assessore provinciale all’Ambiente del Pdl) Stefano Pecorella di aver inviato alla Regione Puglia, per l’approvazione, un piano del parco che comprende anche la perimetrazione delle aree contigue, le così dette «aree cuscinetto». I consiglieri hanno chiesto formalmente delucidazioni al neo assessore provinciale all’Ambiente Pasquale Pazienza e venerdì il delicato argomento sarà materia di dibattito in Consiglio provinciale, essendo stato inserito quale quarto punto all’ordine del giorno.

ORDINE DEL GIORNO – «Estrapolazione delle zone contigue al piano del Parco del Gargano», questo l’accapo in discussione. «È una violazione – sostiene il consigliere dell’Udcap e presidente della commissione provinciale Ambiente, Michele Bonfitto -: la perimetrazione delle aree contigue non spetta all’ente parco ma alla Regione dopo aver ascoltato le comunità. E ancor più grave è che il piano del parco è privo del parere obbligatorio della Provincia che mai è stata interpellata ». Ovvero, il presidente dell’ente Pecorella – che negli ultimi due anni ha rivestito contestualmente il ruolo di commissario dell’area protetta e assessore provinciale all’Ambiente – avrebbe «dimenticato» di acquisire il parere dell’ente di cui faceva parte. Omissione che però viene sollevata solo oggi. «La Regione può approvare il piano, ma non deve assolutamente tenere conto della perimetrazione delle aree contigue. Le deve estrapolare in quanto ci sono dei vizi di forma », sostiene sempre Bonfitto.

L’ENTE – Il Parco nazionale del Gargano ha accumulato negli anni gravissimi ritardi nell’approvazione di strumenti importanti come il piano del parco che regolamenta gran parte dei processi ambientali, urbanistici ed economici all’interno dell’area protetta. Istituito nel 1991, la prima perimetrazione giunse in un clima difficilissimo nel 1995. Ma non resse, a causa delle pressioni delle amministrazioni, delle associazioni dei cacciatori e del mondo economico. La nuova e ultima perimetrazione fu firmata dal presidente della Repubblica il 18maggio del 2001. La guerra esplosa oggi alle aree contigue non è meno significativa: il documento inviato a Bari dall’ente parco porta ad un’ampia estensione del territorio vincolato. Per i firmatari dell’ordine del giorno, ciò avrebbe ricadute negative su molte attività economiche ma soprattutto sull’attività venatoria.

L’ASSESSORE – «Abbiamo già risposto ai consiglieri che è vero che la Provincia non ha mai espresso il suo parere sul piano in quanto non risulta convocata nelle sedi opportune. E su questo non sappiamo perché non lo sia stata – spiega l’assessore, Pazienza -. Così come è esatto che le aree contigue devono essere perimetrale dalla Regione. Ma detto questo non siamo noi come ente che possiamo estrapolarle. Il dialogo è tra Regione e Parco»

Antonella Caruso

1 Commento

  1. ma vi rendete conto??? sono stato chiamato da un amico cacciatore ad andare al consiglio provinciale per fare casino contro il parco e mi sembra che Bonfito ha fatto una figuraccia perchè ci aveva promesso che ci dovevano stare tuti i sindachi e che dovevano diminuire l’area del parco e invece non ci stava nessuno e il consiglio provinciale non si e nemmeno fatto perche ci mancava il numero dei consiglieri, bonfitto si e anche inervosito per questo e i cacciatori stavamo poci. ma se ne andassero tutti a casa che e meglio!!! viva peppe grilo

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