Parco, aree contigue no degli ambientalisti

Il Piano del Parco del Gargano approvato dalla Comunità dell’Ente Parco: voto favorevole dei sindaci, il no del rappresentante della Regione. Decisione che mette nel cestino il provvedimento sullo stesso argomento adottato due anni fa e riapre un confronto a tutto campo con Regione e Associazioni ambientaliste. Il punto sul quale c’è sempre stato il braccio di ferro: le zone contigue. L’assise, presieduta dal sindaco di Vieste, Ersilia Nobile, su proposta del presidente Stefano Pecorella, ha ribaltato la proposta del Piano trasmesso alla Regione a maggio di due anni fa: eliminare la sezione relativa alle aree contigue e confermato tutte le altre osservazioni dei Comuni. Ora il Piano passa alla Regione dove la questione aree contigue sarà il suo punto focale.

Le aree contigue sono una novità introdotta dalla legge-quadro. In precedenza attorno ad alcuni parchi nazionali e regionali preesistenti alla legge istitutiva degli Enti Parco nel 1991 erano state definite zone di preparco, concepite come cuscinetto fra l’area protetta e il restante territorio oppure come zone di “naturale” espansione della stessa area protetta: ma di aree contigue non vi era traccia. L’inserimento di questo istituto nella legge-quadro è probabile frutto di un conflitto ideologico fra mondo venatorio e associazioni ambientali. Da una parte si reputava opportuno, se non necessario, mantenere forme di attività venatoria all’interno dei parchi naturali, anche allo scopo di controllare le popolazioni di erbivori e di cinghiale, dall’altra si escludeva a priori il principio che dentro un parco, soprattutto se nazionale, si potesse cacciare. La sintesi tra le due posizioni venne trovata, all’ultimo momento, con l’inserimento delle aree contigue, una fascia di protezione esterna all’area protetta; in sintesi un cuscinetto dove vanno stabiliti piani e programmi ed eventuali misure di disciplina della caccia, della pesca, delle attività estrattive, dell’edificazione per garantire la tutela degli stessi parchi regionali.

Sarà la Regione a pronunciarsi sulla questione; certamente è prevedibile un’alzata di scudi da parte delle Associazioni ambientaliste. Ora il Piano passa alla Regione dove la questione aree contigue sarà il suo punto focale. Il Piano cosi come approvato – per il presidente dell’Ente, Stefano Pecorella – eviterà che si producano impedimenti burocratici e che sopravvivano norme provvisorie discutibili che sono state la causa, non solo di ritardi ed incomprensioni tra l’Ente Parco ed i Comuni del suo territorio, ma fonte di conflitti giuridici e giudiziari. “Il consenso unanime espresso da sindaci è la risposta – ha sottolineato Pecorella – all’appello da me lanciato alla responsabilità per il bene del futuro di questo territorio che ora più che mai ha bisogno di certezze e di interventi sostanziosi. La rinnovata funzionalità della Comunità dà impulso e maggiore concretezza alla programmazione dell’Ente parco”.

Francesco Mastropaolo

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