Visita guidata del 6 agosto 2012 alla chiesetta del Crocifisso di Varano e ai resti dell’antica cinta muraria

Basta allontanarsi appena un po’ dai normali circuiti turistici, per tuffarsi in atmosfere d’altri tempi, soprattutto per riscoprire rapporti umani ancora improntati a una genuina e spontanea ospitalità, com’è nella migliore tradizione garganica.

Poco distante dalla Strada a Scorrimento Veloce del Gargano, lungo la vecchia Statale 89 Garganica, una piccola arteria, serpeggiando tra vecchi uliveti, ai quali si sono aggiunte più recentemente nuove colture, porta verso il Lago di Varano, verso una piccola e suggestiva insenatura, sul ciglio della quale si leva la Chiesa dell’Annunziata, la cui Sacra Immagine campeggia sull’Altare principale, ma che la tradizione indica come la Chiesa del Crocifisso, per la presenza in essa di un’antica e artistica immagine di Cristo Crocifisso, risalente al periodo compreso tra la seconda metà del XIII secolo e la prima metà del XIV.

Ad accoglierci ci sono i rappresentanti della rinata Confraternita della Pia Unione, con in testa il priore Mario Giuseppe D’Errico, e quelli della Corale Schola Cantorum Abbazia SS. Annunziata di Varano, sotto la guida del maestro Nazario Graziano.

L’accoglienza, particolarmente calorosa, aiuta subito a sciogliere ogni remora tra quanti, spinti dalla curiosità e dalla voglia di conoscere il territorio, hanno risposto all’invito che il Centro Rodiano di Cultura “Uriatinon” e le Edizioni del Rosone di Foggia, in collaborazione con il Comune di Rodi Garganico, assessorati alla Cultura e al Turismo, Sport e Spettacolo, hanno rivolto alla cittadinanza per una visita guidata in questo luogo carico di memorie storiche e di devozione religiosa.

Con Donato Mastromatteo, incaricato dal Priore della Pia Unione, ripercorriamo la storia di questa chiesa e della devozione al Crocifisso con il riferimento ai miracoli del 23 aprile del 1509, del 1717 e ancora del 1899, che ricordano l’arrivo di abbondanti piogge, grazie alle quali è stata scongiurata la distruzione dei raccolti. Un riferimento va fatto anche alle leggende che aleggiano su questo luogo sorto su una città medievale, forse quel Bayranum, che ha poi dato il nome al lago, dopo che si è completato il “tombolo” di terra ad opera dei detriti portati dal Fortore, che ha chiuso questo sinus, per trasformarlo in un lago, contribuendo all’insabbiamento dei luoghi e alla malaria, rendendo il borgo medievale, del quale è possibile osservare ancora un rudere delle antiche mura, spopolato e in stato di abbandono. A queste vicende probabilmente si riferisce anche la leggenda, legata sempre a questo luogo, della distruzione della città di Uria garganica, sprofondata nel lago, in seguito a movimenti tellurici, per punirla della sua dissolutezza.

La Pia Unione porta avanti da circa trent’anni quest’azione di rinascita, che il Lion Club Gargano Nord, sotto la guida del mai dimenticato Filippo Fiorentino, ha avviato, mantenendo in vita l’antica devozione nei confronti del Cristo Crocifisso, con un impegno e una cura esercitati quotidianamente nel corso dell’anno e che raggiungono il loro apice in occasione dei festeggiamenti del 23 aprile.

Un canto tradizionale in onore del Crocifisso ha concluso il momento dedicato alla conoscenza degli eventi religiosi e storici. Un canto che ci ha riportato alle vicende del Giovedì Santo e alla mestizia e al dolore della Settimana Santa. La Corale, che ha ripreso la sua attività nel 2010, grazie alla direzione artistica e musicale del Maestro Nazario Graziano, si è ricostituita sotto la presidenza del prof. Mario Giuseppe D’Errico e risulta composta da 35 elementi di diversa età: dalla signora Angela Maiorano di 82 anni, memoria storica del gruppo per i canti tradizionali, ai piccoli Andrea di 9 anni, Carmine di 7 anni e Pasquale di 6 anni, che rappresentano il futuro della Corale stessa. Si tratta di un Coro a Voci Miste che anima la messa domenicale e le più importanti celebrazioni liturgiche presso la Chiesa del SS. Crocifisso di Varano, ma ha tenuto concerti anche in altri importanti luoghi sacri, come la Chiesa del Bambin Gesù di Praga in Arenzano (GE); nella Basilica di San Michele Arcangelo in Monte Sant’Angelo; a Settimo Torinese (TO) dove ha cantato per i tanti ischitellani emigrati in provincia di Torino; nella Basilica Santa Maria della Quercia di Viterbo, gemellandosi con la Schola Cantorum di quella Basilica, diretta dalla maestra Laura Scarponi. Ideatore e promotore di questo gemellaggio artistico, musicale e religioso, il maestro Nazario Graziano.

Sorprendente il patos con cui le donne hanno eseguito questo canto, un canto che nasce dal profondo del cuore e si innalza in onore del Crocifisso, al Quale, durante l’esecuzione, è sempre rivolto lo sguardo commosso e devoto delle donne.

La stessa devozione che, almeno fino agli anni venti del secolo scorso, spingeva gli uomini ad accompagnare la processione del Crocifisso percuotendosi a sangue il dorso con le “discipline”, per purificarsi e rinascere a nuova vita.

A conclusione della visita, è seguito un momento più conviviale, con canti pur sempre tradizionali, anche se non della tradizione religiosa, che hanno accompagnato la degustazione di buoni e genuini prodotti delle feraci terre circostanti, ma soprattutto freschi, per stemperare i disagi provocati dalla calura divenuta insopportabile. Dall’alto della Casa Abbaziale il meraviglioso panorama, che va dal mare, al lago, alla montagna, è purtroppo rattristato da focolai di incendi che si scorgono qua e là e che in questa torrida estate sono diventati purtroppo una tragica, costante minaccia.

Per prolungare il ricordo di questo incontro, è stata consegnata al gruppo dei visitatori, da parte del Maestro Nazario Graziano, una preziosa incisione su lamina del Crocifisso di Varano autografato dal Priore, e ognuno dei partecipanti ha portato con sé, al momento del commiato, il libro curato da Pietro Comparelli, Mario Giuseppe D’Errico, Padre Leonardo Triggiani, La chiesa dell’Annunziata ed il SS. Crocifisso di Varano – Storia e Cronaca, come ulteriore dono da parte della Pia Unione, perché il ricordo di questa esperienza possa rivivere nel tempo.

Pietro Saggese

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