La sezione giudiziaria soppressa: in rivolta gli avvocati garganici

“La sede di Rodi Garganico è la vera priorità, anche davanti allo stesso Tribunale centrale, perché così sarà ancora più difficile amministrare la giustizia nel Gargano nord, visti gli oltre centoquaranta chilometri di distanza da Foggia o dalla stessa Lucera. “Intendiamo che si sappia quanto sia stato penalizzato il presidio giudiziario di Rodi, perché il provvedimento che lo ha soppresso venga emendato. La Giustizia deve tornare sul Gargano. A supporto di questa tesi da oggi è stato annunciato l’avvio di un presidio permanente nella sede del tribunale.

Il messaggio che parte dal Gargano e che vuole rompere la coltre di silenzio che il Governo ha volutamente fatto calare sul mantenimento della sede del tribunale nel centro garganico. Il distretto giudiziario di Rodi Garganico ha formalizzato un apposito comitato a difesa della sede distaccata di Lucera; presidente è stato nominato Domenico Afferrante. Tra le prime forme di protesta l’avvio di un presidio permanente e un corteo funebre con tanto di carro, fiori e manifesti mortuari sfilato per le vie del centro garganico. Gli avvocati del distretto garganico spiegano che la soppressione del Tribunale di Rodi Garganico, oltre che dell’Ufficio del Giudice di Pace, equivale a negare a tutte le popolazioni dei Comuni di Peschici, Vico del Gargano, Rodi Garganico, Ischitella, Carpino, Cagnano Varano e San Nicandro Garganico il “Servizio giustizia”, territorio che da un punto di vista delle distanze e dei collegamenti risulta il più svantaggiato a livello nazionale; infatti, Corte d’Appello, Tar Puglia e Tribunale dei Minori già distano, a esempio, da Peschici più di duecento chilometri. Il provvedimento comporterà non solo un grave disservizio per i cittadini, da mettere in conto anche i maggiori costi per raggiungere la sede giudiziaria competente (Foggia per il Tribunale e Lucera per l’Ufficio del Giudice di Pace). Non secondario il dato sull’antieconomicità di tutti quei giudizi che avranno a oggetto la tutela di diritti di minore entità.

Comunità garganiche che continuano ad essere fortemente penalizzate per quanto riguarda servizi essenziali quali sanità, viabilità e, di altri uffici pubblici, si vede costretto a pagare tasse sempre più esose senza alcun ritorno in termini di servizi. Una “sentenza” annunciata conoscendo la posizione del Ministro della Giustizia, Paola Severino, per la quale tali sezioni non hanno motivo di continuare ad essere presenti sul territorio. “Risparmieremo – i dati del Ministro – più di 80 milioni di euro l’anno per i tribunali e circa 28 per i giudici di pace. Risorse – ha spiegato la Severino – per rendere più efficienti gli altri uffici”. Un percorso già avviato da tempo con il primo provvedimento adottato proprio dalla Severino con la chiusura della locale Casa mandamentale. Il provvedimento del Governo concede la possibilità agli enti locali di mantenere in vita gli uffici di riferimento, accollandosi le spese da soli o consorziandosi con altri comuni.

Francesco Mastropaolo per La Gazzetta del Mezzogiorno

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