La costruzione di Roccamare non è un edificio abusivo

La terza sezione penale della Corte d’Appello di Bari ha assolto Giuseppe Carrassi, Carlo Santamaria (avv. Giovanni Maggiano) e Fernando Inglese (avv. Eustachio Agricola), rispettivamente amministratori della società “Roccamare” di Rodi Garganico, e ingegnere progettista, dell’immobile realizzato lungo la costa di Rodi Garganico su un’area ad alto valore paesaggistico e panoramico, a circa cinquanta metri di distanza dal mare. Nel dispositivo della sentenza c’è anche la revoca della “confisca e l’ordine di ripristino dell’area; ancora, la trasmissione degli atti al sindaco di Rodi Garganico, per i provvedimenti amministrativi di competenza in ordine all’immobile”.

Per i giudici della Corte d’Appello il fatto non costituisce reato; inoltre, il non doversi a procedere nei confronti degli imputati in merito all’accusa di aver determinato il movimento franoso, registrato nella zona “Cambomilla”, a seguito della costruzione del fabbricato. Un accostamento – per i legali – giustamente riconosciuto non sussistente in quanto il movimento franoso, come venne accertato, fu determinato dalla rottura della condotta idrico fognante.

Stiamo parlando di una costruzione non abusiva; anzi, autorizzata con regolare concessione edilizia. Una lunga e complessa vicenda che, con la sentenza della Corte d’Appello ha, se mai ce fosse stato ancora bisogno, aperto un nuovo fronte di contestazione da parte di coloro che hanno sempre sostenuto che la costruzione è equiparabile ad un vero e proprio pugno nell’occhio, un obbrobrio da abbattere.

Un passo indietro di circa dieci anni, per ricordare che il Comune emise ordinanza di abbattimento contro la quale presentò ricorso la società proprietaria “Roccomare”. Della questione si occupò anche il Tribunale di Lucera che condannò i responsabili della realizzazione e ordinò la confisca dell’Immobile ai fini della demolizione. Mano pesante dei magistrati lucerini. Il progettista, Fernando Inglese, ed ex assessore all’urbanistica del Comune garganico, condannato a quattro anni di reclusione, all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e dalla professione per la stessa durata della pena. All’amministratore della società “Roccamare” proprietaria del terreno, Carlo Santamaria, e al costruttore, Giuseppe Carrassi, tre anni di reclusione. Inoltre, il risarcimento del danno a favore delle parti civili e il pagamento delle spese. Ma l’aspetto più rilevante per la salvaguardia ambientale venne ritenuta la confisca dell’immobile ai fini della demolizione per opera della pubblica amministrazione.

Una sentenza – ricordano gli avvocati Agricola e Maggiano – che il Procuratore generale della Corte d’Appello di Bari ha definito “Frutto di politica giudiziaria”. Una vicenda che potrebbe essere avvicinata alla più nota “Punta Perotti” di Bari, un lungo braccio di ferro tra proprietari dell’immobile e Comune che si è conclusa con l’abbattimento dell’opera e la restituzione del terreno ai proprietari.

Francesco Mastropaolo

3 commenti

  1. Salve,

    Gentile redazione, ri-quoto quanto da me personalmente scritto a riguardo del presente soggetto:
    Roccamare…
    Credo che adesso si dovrebbe anelare ad una giusta rivalsa a favore delle persone danneggiate da quanto è successo, piuttosto che ad ammirare la torretta dell’albergo che svetta ai fantasmi che la guardano dal mare, ma ben mimetizzata in un esercito di altri Ecomostri.
    Ma chi è che non dorme la notte per quel pugno in un occhio?
    http://tcp.c-php.com/wp/?p=1283

    Distinti Saluti
    Vittorio Ognissanti

  2. carissimi, fotografiamo un pò più in là, noteremo che di ecomostri ce se ne sono ben altri e “tanti” , inoltre consiglierei ai cari amici del Wwf di preoccuparsi anche d’altro, ad esempio dei numerosi cani randagi che popolano di notte l’entrata del Paese di Rodi Garganico, dando certamente ai turisti che arrivano, un bel biglietto da visita!! Ritengo, per ritornare in tema, che tutti questi signori invece di accanirsi verso i SINGOLI!! avrebbero dovuto prodigarsi in mille altri modi per l’interesse “comune e sociale” Forse è necessario che ognuno di noi faccia un passo indietro per capire quanto e come nel quotidiano salvaguardiamo la nostra bella terra??!! grazie!

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