Ecomostro: giorni decisivi

E’ attesa a giorni la decisione della corte d’appello di Bari sul ricorso presentato dall’amministratore della società «Roccamare» di Rodi Garganico, Carlo Santamaria, contro Provincia e Comune per chiedere l’annullamento dell’ordinanza con la quale viene ingiunto la demolizione del fabbricato la cui costruzione risale ad oltre 15 anni fa. Una vicenda che, come si può ben comprendere, si trascina da tempo e che dovrebbe trovare la sua definizione in settimana.

Si tratta di un edificio edificato «a grezzo» in area ad alto valore paesaggistico e panoramico, a meno di cinquanta metri di distanza dal mare, già sottoposto nel 2002 a sequestro giudiziario preventivo. La concessione edilizia sin dal primo momento venne fortemente contestata dagli ambientalisti, in primis dalla sezione di Capitanata del Wwf perchè «rappresentava un pericoloso scempio edilizio». E’ così iniziativa una «battaglia» che ha visto in tutti questi anni mobilitati anche numerosi cittadini residenti nella stessa zona, alcuni dei quali avviarono un’azione giudiziaria perchè si arrivasse alla demolizione dello stabile. Oltre ad essere un ulteriore grave schiaffo all’ambiente e al paesaggio – veniva spiegato dai ricorrenti – la costruzione rappresenta un pericolo per la pubblica incolumità, essendo ubicato in zona sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico e di salvaguardia della costa totalmente inedificabile, perimetrata nel programma di fabbricazione di Rodi Garganico, come «zona franosa I».

Tutta l’area conosciuta come «Cambomilla» a cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo è stata interessata da rilevanti movimenti franosi che hanno determinato lo sgombero di numerosi edifici. Infatti, l’autorità di bacino della Puglia, con il piano per l’assetto idrogeologico del 2004, l’ha classificata a «rischio frana» molto elevato. Per queste ragioni ed altre presunte illegittimità, Wwf e Legambiente Puglia hanno fin dall’inizio sostenuto nel procedimento giudiziario i privati cittadini confinanti con la costruzione. Il Wwf ha da sempre chiesto la demolizione dell’immobile anche per salvaguardare l’area di Cambomilla dal rischio di movimenti franosi. Nel novembre 2006 la Provincia, accogliendo l’istanza presentata da Wwf Foggia e Legambiente Puglia, annullò la concessione edilizia rilasciata dal Comune di Rodi. Seguì l’intervento del Tribunale di Lucera che condannarono i responsabili della realizzazione e confiscarono l’immobile per demolirlo. Ora s’attende l’appello.

Francesco Mastropaolo

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