Tribunale sbarca in Fiera

Nei giorni dell’incertezza per le sorti del tribunale di Lucera, compresa quella per lo stesso decreto che ne dovrebbe sancire la soppressione, il Comitato per la difesa della legalità in Capitanata ha deciso di continuare la sua azione di protesta, anche prima della tanto paventata firma da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Con il passare del tempo, in realtà, e fin da quel 10 agosto in cui il Consiglio dei ministri ha diffuso la lista dei sei tribunali salvati con l’assenza di quello lucerino, del testo ufficiale non si è saputo più nulla, tanto meno è certa la sua partenza da Palazzo Chigi alla volta del Quirinale.

E così da una parte c’è chi attende qualche novità, a questo punto ancora più clamorosa, dalla riunione del Governo Monti fissata per oggi, mentre altri pur ammettendo le possibilità davvero residue di un ripensamento (tecnicamente definito “emendamento”), non sembrano darsi per vinti e intendono sfruttare l’attuale periodo di limbo per far arrivare la propria voce a Roma dove finora non c’è stato spazio nemmeno per un colloquio, nonostante 19 sindaci ne avessero fatto esplicita richiesta tramite il prefetto di Foggia Luisa Latella.

“Non vogliamo stare fermi e cerchiamo di manifestare in tutti i modi il nostro dissenso – ha detto Raffaele Preziuso, il presidente del sodalizio formato da professionisti e cittadini – per cui abbiamo bisogno del contributo di tutti in termini di idee e disponibilità”. E in effetti mercoledì mattina a Palazzo di Giustizia è andato in scena un maxi brain storming da cui sono uscite proposte più o meno concrete da attuare nei prossimi giorni, prima della eventuale pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, perché nel momento successivo resta l’opzione giudiziaria in cui il Comune di Lucera, secondo il presidente dell’Ordine degli avvocati Giuseppe Agnusdei, rappresenta il soggetto maggiormente legittimato a impugnare il provvedimento davanti al Tar del Lazio. A questo si potrebbe aggiungere la verifica dei suoi profili di incostituzionalità, magari da promuovere insieme ad altri territori penalizzati dalla riforma della geografia giudiziaria.

Nel presente, invece, è ricominciata la raccolta delle tessere elettorali nella sede cittadina della Uil, primo gesto finalizzato a un maggiore coinvolgimento della popolazione, partendo dagli Ordini professionali (i commercialisti si riuniranno giovedì prossimo), passando per le associazioni di categoria e finendo al mondo della scuola. Immancabile il risvolto ancora politico della questione, visto che il Comitato ha convocato per lunedì prossimo i sindaci dei 32 comuni del circondario, invitandoli a dimettersi realmente in modo da provocare una crisi istituzionale che avrebbe inevitabili ripercussioni nazionali.

Pasquale Dotoli, dal canto suo, ha annunciato per il prossimo 10 settembre l’arrivo in città di parlamentari di diversi schieramenti politici, assicurando dal suo partito la presenza di Raffaele Fitto con colleghi provinciali e regionali, mentre è allo studio lo sfruttamento mediatico dell’inaugurazione della Fiera del Levante del 7 settembre, quando a Bari si recherà Mario Monti. Per quella occasione l’ex magistrato e oggi sindaco di Bari Michele Emiliano avrebbe già dato la disponibilità a citare il problema del tribunale nel suo discorso istituzionale davanti al premier. Resta il dubbio se per quella data non sia già troppo tardi, vanificando così il blitz all’evento da accompagnare con la presenza di una folta delegazione di cittadini e professionisti.

Riccardo Zingaro per La Gazzetta del Mezzogiorno

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