Soppressione tribunale, delegazione al Quirinale e stop al ministero

Per un territorio che non riusciva neanche a farsi ascoltare fuori dai suoi confini, la trasferta a Roma di 24 sindaci del circondario giudiziario di Lucera ha avuto qualche valore positivo, visto che nella giornata di ieri la delegazione è stata ricevuta al Quirinale ma è rimasta ancora tagliata fuori dal ministero della Giustizia, palazzo finora semplicemente off limit in quanto a proteste e pure a proposte. I rappresentanti dei 32 comuni sono stati affiancati dal delegato della Provincia di Foggia e assessore Rocco Ruo, dal presidente dell’Ordine degli avvocati Giuseppe Agnusdei, e da alcuni membri del Comitato per la difesa della legalità in Capitanata presieduto da Raffaele Preziuso. Il gruppo in effetti è riuscito ad aprire una breccia nelle istituzioni della Capitale che in questi giorni stanno decidendo le sorti del Tribunale di Lucera. Il famigerato decreto legislativo sulla riforma della geografia giudiziaria, in realtà, è ancora un mistero nella sua stesura, anche se indiscrezioni vorrebbero che Il Governo Monti lo abbia già licenziato dai propri uffici per sottoporlo alla firma del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

La cronaca della giornata racconta di un primo incontro di un’ora avuto in mattinata proprio alla presidenza della Repubblica dove un prefetto del Quirinale ha raccolto dati tecnici e argomentazioni sul dissenso, con la promessa di inoltrare il dossier all’ufficio legislativo che sta lavorando sul provvedimento. La piccola delegazione era composta dagli stessi Ruo e Agnusdei e dai sindaci di Lucera Pasquale Dotoli, Rodi Garganico Nicola Pinto e Castelnuovo della Daunia Ernesto Cicchetti, tutti centri (insieme ad Apricena, Troia e Torremaggiore) candidati a perdere il proprio presidio giudiziario tra sede principale, sedi distaccate e giudice di pace.

Nel pomeriggio la partita si è spostata sul campo di via Arenula, dentro, anzi ancora una volta fuori quel Ministero che è stata la culla di una contestatissima riforma. Un’altra riunione dell’esecutivo era fissata proprio per ieri a Palazzo Chigi, per cui alla delegazione è stato ufficialmente riferito che non c’era nessuno in grado di accoglierla e ascoltare le motivazioni che portava. Parallelamente, a Lucera, nonostante fosse stata rinviata la seduta di consiglio comunale su una questione urbanistica che vedeva proprio l’assente Dotoli come detentore della delega al ramo, alcuni consiglieri hanno comunque deciso di rimanere a Palazzo Mozzagrugno, occupando l’aula in segno di solidarietà e vicinanza con la delegazione che a Roma ha avuto almeno la soddisfazione di portare la propria posizione sulla vicenda”.

Riccardo Zingaro per La Gazzetta del Mezzogiorno

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