Natale 2012, il messaggio dell’arcivescovo mons. Castoro

monsignor-michele-castoroCarissimi sorelle e fratelli, la festa del Natale del Si­gnore giunge quest’anno in un periodo difficile, segnato da una crisi economica che sembra non finire mai e che tocca soprattutto i giovani in cerca di la­voro, i padri di famiglia disoccu­pati, gli anziani e i poveri che sentono, per le ristrettezze del momento presente, ancor più grave il peso della loro condizione. I nostri progetti e le nostre aspettative appaiono come congelati nei cuori perché vediamo il futuro con preoccupazione, sfiducia e angoscia. Siamo privi di gioia e sembriamo proprio come i Pastori accampati at­torno a Bethlem, chiamati da un An­gelo del Signore a vedere il Bambi­no e ad annunciare “una grande gio­ia che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi il Salvatore, Cristo Si­gnore”. Gli occhi dei Pastori di Betlemme, come i no­stri, restano sconcer­tati, increduli, per­plessi, turbati per­ché l’annuncio rice­vuto non sembra af­fatto corrispondere a quanto in effetti vedo­no con gli occhi: il Salvatore è incredibilmente un piccolo indifeso, nato lontano da ogni clamore, che trova rifiuto e povertà.

E tuttavia proprio a quei Pastori, nel­la notte del Natale, viene cambiata radicalmente la storia: essi, guardia­ni di greggi, ora toccano il mistero dell’Amore, incontrano il Bambino, il Salvatore del mondo, il Dio umile che manifesta la sua tenerezza per l’uomo con cui condivide fragilità e miseria. Oggi, il Natale sembra essere diven­tato una festa di luci effimere e di negozi addobbati, il cui luccichio abba­gliante cerca di offuscare il grande mistero dell’umiltà di Dio. Chiedia­mo al Bambino di Bethlem, il Signo­re del tempo e della storia, di aiutarci ad attraversare preoccupazioni e dif­ficoltà del momento presente, per po­ter trovare proprio Lui, umile Bam­bino, e scoprire così la vera gioia e la vera luce. Deponiamo, allora, le nostre preoc­cupazioni, le nostre certezze, le no­stre critiche, le nostre superbe disquisizioni intellettuali, scendia­mo dal piedistallo dei nostri di­scorsi pregni di mentalità del mon­do. Sì, completiamo appieno il cam­mino dell’Avvento e immergiamo­ci nel gaudio del Natale. Chiniamo­ci, andiamo spiritualmente a piedi a Bethlem, entriamo nella grotta, in­contriamo Dio che è diverso da quan­to immaginiamo. E siamo solidali con tutti coloro che sono nella povertà, nel dolore, nella condizione di essere immigrati, por­tando loro un raggio di quell’Amore di Dio donato al mondo con la nasci­ta del Figlio suo.

Accogliamo il Bambino di Bethlem, Cristo Signore, per vivere della sua vita così che i suoi pensieri, le sue azioni, i suoi sentimenti, siano i no­stri pensieri, le nostre azioni, i no­stri sentimenti. Nell’augurare un santo Natale che ci sproni a vivere nella gioia tutto il tempo delle grandi festività na­talizie, invito tutti a portare ai no­stri fratelli più bisognosi la Luce di Bethlem assieme a gioia e speran­za vera.

BUON NATALE A TUTTI!

Arcivescovo Michele Castoro

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