La scure dei tagli alla giustizia colpisce anche Rodi Garganico

Il piano di azione annunciato qualche mese addietro dal ministro Guardasiggilli Paola Severino prende corpo e comincia evidentemente ad esplicare i suoi effetti. E’ di questi giorni, infatti, la notizia che sotto l’implacabile scure dei tagli annunciati alle spese di giustizia è finita anche la casa mandamentale di Rodi Garganico, il cui decreto di soppressione è stato già firmato dal ministro ed è in fase di perfezionamento con il visto dell’ufficio centrale del bilancio dell’amministrazione penitenziaria.

Le case mandamentali. lo rammentiamo, rientrano tra gli istituti penitenziari di custodia cautelare per adulti, ovvero quelli destinati alla custodia degli imputati a disposizione dell’autorità giudiziaria e dei fermati o arrestati e dei detenuti in transito.

In merito al sistema carcerario il ministro Severino aveva spiegato che ‘su 66 mila detenuti quelli pericolosi sono 28 mila’ e lavorando su ‘modelli alternativi’ si può ‘risparmiare il 20% del personale di polizia penitenziaria da impiegare nelle carceri nuove’.

A questo punto, si cominciano a nutrire forti preoccupazioni anche sul Tribunale di Rodi Garganico, sezione distaccata di Lucera, la cui soppressione potrebbe essere un’ipotesi non troppo remota nonostante la diplomazia sia già al lavoro.

Lo stesso ministro Severino, infatti, si è già detta ‘fortemente determinata a portare a termine la revisione della geografia giudiziaria. Un processo che consentirà di ridurre in maniera significativa il numero degli uffici. Risparmieremo più di 80 milioni di euro l’anno per i tribunali e circa 28 per i giudici di pace. Poi 950 magistrati e 5.900 amministrativi recuperati nei primi, rispettivamente 1.944 e 2.014 nei secondi. Risorse per rendere più efficienti gli altri uffici’.

Il Guardiasigilli non ha dubbi, è ‘un’operazione storica che vogliamo chiudere per settembre, nonostante molte resistenze localistiche, ma con il supporto convinto di giudici e Csm’. In questo quadro comunque, assicura il ministro, ‘le risorse umane non sono assolutamente tagliabili’, sia i magistrati che gli amministrativi ‘sono ben al di sotto dell’organico’.

Altra nota dolente è quella relativa all’Ufficio del Giudice di Pace. Secondo i recenti provvedimenti di revisione della geografia giudiziaria italiana, infatti, saranno oggetto di soppressione quasi il 75% degli Uffici del giudice di pace, facendo rimanere in vita solamente quelli presenti nella sede del circondario del tribunale. Il provvedimento del governo, tuttavia, concede la possibilità agli enti locali di mantenere in vita gli uffici di riferimento, accollandosi le spese da soli o consorziandosi con altri comuni.

E proprio per scongiurare questa infausta evenienza che nella mattinata di Sabato 16 Giugno 2012, presso il Comune di Rodi Garganico, è convocata una riunione cui prenderanno parte i sindaci e gli avvocati dei comuni interessati. L’auspicio è che si possa trovare una soluzione che consenta di evitare la soppressione dell’ufficio del Giudice di Pace di Rodi Garganico, storico presidio per l’amministrazione della giustizia e servizio di grande utilità per tutti gli abitanti del circondario. Diversamente, si andrebbe certamente incontro a enormi disagi ed aggravio di costo per i cittadini, oltre al rischio che l’accesso alla giustizia finisca per essere negato agli utenti meno abbienti.

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