Gargano: trasporto verso la soppressione in sette centri di riabilitazione

In un momento di forte congiuntura economica a pagare i costi maggiori sono, come sempre, le fasce più deboli della popolazione. Una scure potrebbe penalizzare quanti, giornalmente, devono recarsi presso i Centri di riabilitazione motoria “Padre Pio”.

TAGLI AL TRASPORTO – Voci sempre più insistenti, infatti, preannunciano un taglio del servizio di trasporto degli assistiti che, attualmente, vengono prelevati dalle proprie abitazioni per raggiungere il Centro di riferimento e, al termine della prestazione, riaccompagnati. Il servizio, fornito a totale carico della Fondazione “Padre Pio onlus” verrebbe sospeso a partire da novembre, e questo al fine del contenimento dei costi in quanto il servizio non è inserito fra quelli ritenuti essenziali secondo la convenzione stipulata tra Regione e Fondazione “Padre Pio”; Fondazione – viene sottolineato – che finora si è fatta carico del servizio pur non essendo a tanto obbligata. È così che chi condivide ogni giorno il dramma dei più deboli fino a renderlo proprio ha deciso di denunciare all’opinione pubblica la paventata soppressione nel circondario garganico del servizio di trasporto dei soggetti con difficoltà motoria verso i presidi riabilitativi ambulatoriali della Fondazione “Padre Pio”.

SETTE PAESI INTERESSATI – I Centri interessati sono quelli di Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Peschici, Rodi Garganico, Vico del Gargano e Vieste. A meno di un’inversione di rotta, ancora qualche giorno e tutti gli assistiti si vedranno costretti a raggiungere le numerose strutture presenti nel territorio garganico con mezzi propri e l’aiuto dei relativi accompagnatori, aggravando così ulteriormente gli oneri a carico di anziani, bambini e diversamente abili, ovvero di quei soggetti che già per loro natura sono svantaggiati e quindi maggiormente bisognosi di attenzione dal punto di vista socio-economico.

AUTISTI A RISCHIO – A rischio anche il posto di lavoro dei circa venti autisti, tutti lavoratori autonomi che hanno finora assicurato il servizio di trasporto e adesso con molta probabilità saranno costretti a cessare l’attività qualora non dovesse essere trovata una soluzione. Che ci siano degli spiragli per garantire la continuità del servizio lo si ricava dalla mobilitazione delle famiglie le quali hanno interessato anche le rispettive amministrazioni comunali sollecitando anche un incontro urgente al presidente della Fondazione Centri di Riabilitazione “Padre Pio” al fine di definire l’incresciosa situazione.

GARANTIRE SERVIZIO – Nell’attesa che le Istituzioni svolgano il loro compito, è indispensabile per garantire la continuità del servizio l’augurio è che, in questo momento di particolare difficoltà, tutti gli interessati siano capaci di mettere assieme ogni risorsa disponibile al fine di non recare ulteriore disagio ai più deboli, avendo ben presente che per molti di loro la navetta è l’unico mezzo comodo e sicuro per potersi permettere un’ora di fisioterapia al giorno. Stiamo parlando di bambini e adulti, molti dei quali con patologie invalidanti.

Francesco Mastropaolo per La Gazzetta del Mezzogiorno

 

Si invitano tutti coloro che vogliono combattere contro questa grave ingiustizia a sottoscrivere l’apposita petizione online.

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