Fondi dal ministero al consorzio tutela arancia e del limone femminello

“Una boccata d’ossigeno per l’agrumicoltura garganica. Il nostro è stato l’unico progetto della Capitanata preso in considerazione dall’Agensud. Attraverso questi fondi – ha spiegato il presidente del consorzio, Alfredo Ricucci – puntiamo a migliorare la commercializzazione dei nostri prodotti di qualità. Oggi sul Gargano, unica area geografica dell’ Adriatico, dove si coltivano arance e limoni, sono quarantadue i produttori tutti concentrati nel triangolo Vìco-Rodi-Ischitella dove insistono ben seicento ettari di agrumeti. In questa zona, arance e limoni maturano tutto l’anno, facendo di questi prodotti il valore aggiunto dell’economia agricola della zona.

Che ci sia attenzione verso questo importante prodotto dell’agricoltura garganica è fuori dubbio, prova ne è che alcuni mesi fa una delegazione di produttori di mandarini della valle del Neretva in Croazia, insieme a funzionari del Ministero dell’agricoltura della Croazia.visitò l’oasi agrumaria garganica, per conoscere – spiegarono -Le tecniche di valorizzazione dei prodotti a forte identità territoriale come gli agrumi dell’oasi garganica. La coltivazione degli agrumi nel Gargano ha anche contribuito a plasmare il paesaggio per la cura che veniva riservata a questo susseguirsi di “giardini” lungo la costa tra Rodi Garganico e San Menaio e nelle vallette sotto Vico del Gargano dove nel verde intenso degli alberi di limoni ed arance spuntavano villini eleganti ed in stile che indicavano anche una certa agiatezza dei proprietari.

Indiscutibilmente, una valenza produttiva, ambientale e paesaggistica che va recuperata e valorizzata. Gli agrumeti del Gargano, circoscritti in un’area di circa 800-1000 ettari compresi nei territori di Vico del Garg no, Rodi ed Ischitella, costituiscono ancora oggi un caratteristico tassello dei paesaggi agrari storici dell’Italia agricola. Una piccola oasi verde-cupo costruita in un angolo del roccioso promontorio garganico. Uno straordinario esempio di come esigue risorse ambientali (sorgenti, microclimi) siano state occasione di ricchezza e cultura. L’unico esempio di agrumi in tutta la fascia Adriatica. Una testimonianza di una questione, dei paesaggi agrari e del loro rapporto con le identità culturali delle società locali, che riguarda tutte le regioni mediterranee. il patrimonio agrumario del Gargano ha ricevuto già importanti riconoscimenti: al “Limone femminello” l’indicazione geografica protetta” dall’Unione europea che oggi lo vede far parte del “club” degli oltre centosessanta prodotti italiani che possono fregiarsi dell’Igp.

Francesco Mastropaolo

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