Occhito ormai a secco a rischio anche il potabile

L’appuntamento è fissato alle ore 10 al Palazzo del Governo. Un solo argomento in agenda: l’emergenza idrica. Per la prima volta da quando si è insediata, il prefetto Luisa Latella deve fare i conti con una costante della provincia di Foggia. La carenza di acqua per uso potabile, agricolo ed industriale nonostante la presenza dell’invaso di Occhito, la più grande diga d’Europa in terra battuta.

La diga, che potrebbe contenere fino a 240 milioni di metri cubi d’acqua senza alcun problema, al momento ne contiene un sesto, e cioè poco più di 40 milioni di metri cubi. Di qui l’allarme per i prossimi giorni che si incrocia, peraltro, con un periodo durissimo per l’agricoltura e la zootecnia della provincia di Foggia. Non solo pomodoro, come è stato certificato anche dall’ufficio provinciale agricolo di Foggia che ha inoltrato alla Regione Puglia la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale con lo sblocco dei fondi nazionali per la solidarietà (ma questo compito spetta al ministro dell’Agricoltura, Catania, che dovrebbe adottare i provvedimenti già assunti per Emilia Romagna e Veneto). Oltre all’oro rosso, infatti, nella lista nera dell’agricoltura potrebbe finire a breve la viticoltura e l’olivicoltura.

Se non ci sarà qualche pioggia tardiva, insomma, il 2012 rischia di diventare una caporetto per l’intero settore primario che ha già dovuto fare i conti, qualche settimana fa, con la difficile vertenza che ha coinvolto i produttori di grano. Ma il timore maggiore, oggi, riguarda gli allevamenti. Soprattutto sul promontorio del Gargano. Non è escluso che nella giornata di oggi in prefettura si possa chiedere anche l’intervento della Protezione civile.

Filippo Santigliano per La Gazzetta del Mezzogiorno

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