Invasi a secco, allarme rosso in Puglia per frutta e ortaggi

Sono 108 i milioni di metri cubi di acqua in meno negli invasi pugliesi al 3 agosto 2012, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una situazione da allarme rosso per le produzioni orticole, frutticole e gli animali.

“La prolungata e ricorrente siccità – lamenta il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni – mette a rischio gli investimenti avviati per l’annata agraria di ortaggi e frutta. Oltre a provocare un forte abbattimento del reddito delle imprese agricole determina un’elevata perdita di economia indotta: si registra, infatti, una diminuzione secca delle giornate lavorative offerte dall’agricoltura, ma anche una decisa contrazione della spesa a monte e a valle del settore primario. La risposta a gravità così inusitate, sommate a già avanzati processi di salinizzazione delle falde freatiche di interi territori agricoli, non può essere confinata nei normali ed usuali strumenti emergenziali. La gravità e l’estensione del ‘fenomeno siccità’ obbligano ad un approccio straordinario, immediato e strutturale”.

La grave siccità che sta colpendo la Puglia nell’estete 2012 si traduce in un calo produttivo del 25% per il pomodoro, coltura già fortemente provata dalla crisi idrica dell’anno scorso, che si contraddistingue per numeri di tutto rispetto: solo in provincia di Foggia sono 3.500 i produttori che coltivano mediamente 20 mila ettari, con una produzione di oltre 17 milioni di quintali, pari ad oltre il 32% della produzione nazionale ed una PLV regionale di oltre 87 milioni di euro.
Il problema riguarda in generale tutte le ortive, con un calo generalizzato del 20%.

“La scarsa disponibilità di acqua sta facendo sentire i suoi effetti anche sui vigneti di uva da tavola e da vino – continua il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – e il caldo sta determinando cali considerevoli della produzione di latte. Le mucche hanno prodotto in media dal 10 al 20 per cento di latte in meno con punte che arrivano anche al 50 per cento nei giorni più roventi. Per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte anche se in soccorso in molte stalle sono scattate le contromisure con l’accensione di ventilatori e doccette refrigeranti e l’utilizzazione di integratori specifici a base di sali di potassio nell’alimentazione preparata dagli allevatori che fanno però aumentare in misura esponenziale i costi a carico delle imprese”.

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