Prime presenze, il Gargano spera

Prime file di ombrelloni aperte sulle spiagge garganiche, caccia al ristorantino tipico, e per molti anche il primo tuffo di stagione. Archiviati pioggia e freddo che hanno funestato l’avvio di primavera, per Rodi Garganico, Peschici, Vieste e Mattinata è stato un vero fine settimana estivo. Traffico nella serata di sabato sia sulla Foggia-Manfredonia che lungo la superstrada garganica.

«Quest’anno le previsione sono più rosee rispetto agli anni passati — spiega Nicola Vascello, commissario dell’Apt — già il ponte pasquale, nonostante il mal tempo, non è andato male. Buona la presenza di tedeschi e inglesi che ci fa ben sperare già per il mese di giugno. Il test più importante sarà proprio il ponte della Festa della Repubblica». Gli operatori turistici che da pasqua hanno riaperto le strutture ricettive sono al momento soddisfatti dato il numero di prenotazioni. E con il fine settimana del 2 giugno si tasterà il polso anche al servizio «Gargano easy», attivo dal 5 maggio. Si tratta del collegamento con un bus navetta dall’aeroporto di Bari al Gargano con fermate a Manfredonia, Vieste, Mattinata e Calenella e cinque corse al giorno. Molto dipenderà dalla capacità che avranno avuto nei mesi scorsi albergatori e operatori turistici di proporre soggiorni e pacchetti estivi comprensivi di volo aereo. Ma prima dell’arrivo del turismo estivo c’è ancora tanto da fare, a partire dalla pulizia delle spiagge libere e dal problema di un più efficace servizio di raccolta rifiuti. Inoltre le amministrazioni locali, in particolar modo Peschici, hanno dovuto far fronte ai danni provocati alle strade interne dall’alluvione di due mesi fa. Ci sono ancora alcuni villaggi turistici lungo la costa che si raggiungono con fatica per le condizioni disastrate del manto stradale.

«Il turismo sul Gargano è un comparto economico da 450 milioni di euro che da occupazione a 7000 persone, un’industria pulita. Il nostro territorio ne ha fatto una scelta strategica incompatibile con altre ipotesi di sviluppo quali le trivellazioni che secondo me si devono andare a fare nel deserto, non in luoghi a vocazione turistica e con ecosistemi molto delicati» sottolinea Vascello tanto per tenere alta la tensioni sull’autorizzazione alle trivellazioni al largo dell’arcipelago delle Diomedee rilasciata dal ministero dell’Ambiente. Sabato scorso c’è stata la manifestazione a Termoli, poi quella alle Tremiti, ma a Roma non sembra essere cambiata la posizione del ministro Stefania Prestigiacomo.

Antonella Caruso

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