Trivellazioni Tremiti, i cittadini in piazza

L’autorizzazione della Prestigiacomo a trivellare i territori delle Isole Tremiti non è stata affatto gradita dalla politica, ma soprattutto dai cittadini delle Diomedee. Che per risposta, hanno costituito un gruppo su facebook, «Rete di associazioni contro le trivellazioni», che in soli due giorni ha raccolto 2.359 adesioni, un dato che è però in continua crescita.

LA PROTESTA DEI CITTADINI – Ma oltre al gruppo sul popolare social network, i cittadini hanno voluto organizzare delle riunioni settimanali. Ogni giovedì, alle 17, ci si guarda negli occhi per discutere delle azioni da intraprendere, per tutelare e tenersi stretto quel magnifico scorcio di terra con acque cristalline e natura incontaminata, che è il comune Isole Tremiti. «Faremo una manifestazione», si legge sulla bacheca del gruppo, e conferma Raffaele Vigilante, responsabile di «Gargano Libero». «Attualmente – ha detto Vigilante – ci stiamo riunendo con tutte le associazioni, per coinvolgere più gente possibile, anche se l’adesione è già abbondante e spontanea». Non sono chiare, a tutta la popolazione, le posizioni di Stefania Prestigiacomo, ministro all’ambiente, «che in Sicilia ha revocato il decreto, perché da noi no?». Lo scorso anno, quando le trivellazioni erano all’orizzonte, la popolazione decise di manifestare, chiedendo chiarimenti al ministero. Subito dopo, arrivò la smentita della stessa Prestigiacomo, che rassicurò gli abitanti della zona: nessuna trivellazione sarebbe stata effettuata. Ad un anno esatto dalla promessa, l’autorizzazione. Che agli occhi del neo comitato, suona come uno schiaffo morale. «Chiediamo alla Prestigiacomo di tornare sui suoi passi», dice Vigilante. «La gente qui – continua – è molto sensibile alla problematica, del resto siamo una località che vive dell’industria del turismo, quindi questa decisione è assurda. Non si tratta di fare politica, noi ci battiamo per la difesa del territorio. Se non lo facessimo i nostri figli che direbbero? Siamo decisi nelle nostre azioni, e la manifestazione arriverà presto».

DALLA POLITICA – Della stessa opinione anche Nicola Vascello, che aggiunge considerazioni sul ruolo della politica. «I politici devono farsi carico della problematica, la società civile può solo sostenere il tutto. Questa aggressione al territorio è assurda, dopo le pale eoliche, ora anche i pozzi. Noi viviamo di turismo». Le riunioni sono aperte a tutti, e in questi giorni anche i politici stanno aderendo all’iniziativa. «Stiamo coinvolgendo – ha detto Vascello – associazioni, amministratori e consiglieri regionali, la manifestazione ci sarà sicuramente entro la fine di aprile». Al momento martedì 12, di pomeriggio presso la sede dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, si riunirà con somma urgenza la Comunità del Parco, perché, come fanno sapere in una nota, «al momento le decisioni prese non soddisfano affatto gli interessi legati alla biodiversità. Lotteremo strenuamente con tutte le nostre forze fin quando non avremo fatto valere le ragioni di questo nostro territorio». Il malcontento è generale, e l’esponenziale e continua crescita degli aderenti al gruppo di protesta lo dimostra. Il ministro Prestigiacomo dovrà dare una risposta.

LA RISPOSTA DI LEGAMBIENTE – «Trivellare al largo delle Isole Tremiti, magnifico patrimonio ambientale è una follia – dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – una scelta incomprensibile che va in controtendenza rispetto a quelle fatte dalla Regione Puglia che negli ultimi cinque anni ha puntato sul turismo di qualità, sull’agroalimentare e in particolare sullo sviluppo e sulla tutela delle aree protette. Senza dimenticare gli incidenti come il disastro ecologico nel Golfo del Messico o lo spiaggiamento, nello scorso dicembre, dei capodogli nel parco nazionale del Gargano». «Dobbiamo decidere allora qual è il vero patrimonio di queste terre: i paesaggi naturali, il mare pulito e la sua fauna straordinaria oppure un tipo di sviluppo completamente diverso che mette seriamente a rischio turismo e ambiente». «Legambiente – conclude Tarantini – si opporrà, a fianco degli Enti locali e dei cittadini all’autorizzazione alle ricerche petrolifere nel mare delle isole Tremiti. Il futuro della Puglia è nell’efficienza e nella produzione di energia da fonte rinnovabile e nella promozione di un turismo sostenibile e di qualità. Per andare in questa direzione, però, è necessario mettere un freno a questa nuova corsa all’oro nero, che rischia di ipotecare il futuro del nostro territorio, spesso anche in zone sensibili e protette. Aree in cui le vocazioni territoriali, culturali, ambientali ed economiche, vanno in senso contrario rispetto all’ipotesi di diventare un distretto petrolifero con tutto quello che comporta in termini di degrado ambientale e rischio per le popolazioni e l’ambiente».

Teresa Serripierro

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