Violenza e degrado su minori: arrestate tre educatrici

Costretti a mangiare la pasta che vomitavano e se qualche bambino faceva la pipì addosso gli mettevano la testa del water. Sarebbero solo alcune delle violenze subite da sette bambini – di età compresa tra i 4 e i 17 anni – ospiti della comunità di recupero per minorenni “Il melograno” di Rodi Garganico. E’ quanto ha scoperto la procura di Lucera e gli agenti della squadra mobile di Foggia che, all’alba di questa mattina, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di tre persone. Gli indagati sono la responsabile della struttura A. S. di 56 anni, la coordinatrice A. M T. di 50 e l’educatrice A. S. di 31, nipote della responsabile. Le tre hanno ottenuto gli arresti domiciliari.

Per loro le accuse sono di maltrattamenti di minori, sequestro di persona, lesioni aggravate dai futili motivi, crudeli e abietti. Le indagini hanno preso il via dopo una denuncia anonima di una persona che aveva lavorato come collaboratrice all’interno della struttura di recupero per minorenni e che aveva assistito alle terribili angherie subite dai minorenni. Come ha più volte ribadito il questore di Foggia, Maria Rosaria Maiorino e il procuratore di Lucera Domenico Seccia gli inquirenti si sono trovati di fronte ad una vicenda terrificante con bambini vittime due volte. Le vittime, infatti, sono bambini che hanno già sofferto perché allontanati dalle loro famiglie, per problemi diversi, e affidati ad una comunità che doveva garantire loro sicurezza e recupero. E cosi non è stato. Agghiacciante le presunte violente e angherie che i bambini avrebbero subito. Alcuni bambini che erano distratti durante le lezioni pomeridiane venivano costretti a stare per ore in piedi con il volto verso il muro. Qualcun altro era costretto mangiare gli avanzi della cena nella cucina e non nel refettorio con gli altri bambini. Inoltre le tre indagate, dicono gli inquirenti, molto spesso e per qualsiasi ragione, anche la più banale non esitavano a colpire i piccoli con schiaffi al volto e in testa e anche con un cucchiaio di legno sulle mani. Inoltre le vittime venivano anche offesi ricordando il passato dei loro genitori. Violenze ed angherie che si sarebbero svolte dal luglio del 2009 al febbraio scorso: a maggio quando gli inquirenti hanno avviato le indagini, dopo la prima denuncia, le vittime sono state allontanate dal Melograno di Rodi Garganico e affidate ad altra comunità. Il procuratore di Lucera Domenico Seccia ha annunciato che leggerà le carte per valutare se fare opposizione contro la decisione del gip che ha deciso gli arresti domiciliari per le tre indagate e non il carcere come la procura, invece, chiedeva.

Luca Pernice

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