Goletta Verde lascia la Puglia con la liberazione di una tartaruga

La Puglia con tutte le sue splendide e variegate ‘sotto regioni’, è un’importantissima riserva di biodiversità che è necessario difendere e valorizzare. Questo il messaggio che Goletta Verde, la celebre campagna estiva di Legambiente, al termine della sua tappa pugliese, rimarca ancora una volta. Azioni e dibattiti mirati a preservare la biodiversità del territorio e degli ecosistemi marini sono stati protagonisti della tappa a Manfredonia di Goletta Verde.

Nella mattinata di sabato 30 luglio, l’equipaggio ambientalista, insieme al Centro Recupero Tartarughe Marine – Oasi di lago Salso di Legambiente, ha liberato una tartaruga marina della specie Caretta caretta al largo dello Scalo dei Saraceni nel Golfo di Manfredonia, tratto di mare nel quale l’esemplare è stato accidentalmente pescato nei primi giorni di luglio. L’esemplare aveva ingerito numerosi residui di plastica ed è stato curato presso il Centro Tartanet di Legambiente.

Il Centro di Recupero di Tartarughe Marine OLS di Manfredonia è nato nell’ambito del Progetto TARTANET LIFE 2004 NAT/IT/187. Il Centro, svolge un notevole ruolo operativo sul territorio a difesa di specie marine in pericolo ed in particolare delle tartarughe marine che sono indicate, nell’Allegato 2 della Direttiva Habitat, come ‘specie prioritaria’. Nel dettaglio, sette sono le specie di tartarughe marine minacciate di sopravvivenza al mondo e tre di queste, presenti nel Mediterraneo, sono in pericolo di estinzione. L’ubicazione del CRTM nel Parco Nazionale del Gargano, non è casuale ed è stata fortemente voluta da Legambiente, visto che Manfredonia ospita una delle più importanti marinerie del Mediterraneo e proprio per questo agire attivamente sul territorio risulta essere fondamentale. Il CRTM di Manfredonia opera in rete con altri 13 centri Tartanet dislocati su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo comune di attuare un’efficace strategia di conservazione a lungo termine delle tartarughe marine, minacciate dall’invasione e dalla cementificazione dei litorali, dalla pesca di frodo e dall’inquinamento da idrocarburi, sostanze tossiche e rifiuti.

‘Il Centro di Recupero OLS di Legambiente ha monitorato da gennaio 2007 ad oggi 272 esemplari di tartarughe marine, tra cui vari casi di ricattura – spiega Giovanni Furii, responsabile del Centro TARTANET di Manfredonia -. Nel dettaglio, del numero totale, 230 esemplari sono stati curati presso le nostre strutture e 42 sono stati censiti ritrovati o segnalati morti e pur non essendo transitati dal centro, fanno comunque parte della nostra statistica. Per svolgere le nostre attività, la collaborazione con altri soggetti ed enti del territorio è fondamentale: infatti, in questi anni, gli animali ci sono stati consegnati, oltre che dai pescatori, dalle Capitanerie di Porto e dagli Uffici Circondariali Marittimi e Locali Marittimi della costa compresa tra Termoli e Bari. Infatti, oltre a recuperare e monitorare le tartarughe marine in difficoltà, uno degli obiettivi principali del Centro è quello di definire rapporti di collaborazione con strutture organizzate ed enti che fanno ricerca in tema di conservazione della natura e della biodiversità e che attuano concreti progetti di salvaguardia della natura. In modo particolare, siamo interessati a definire rapporti di collaborazione con le Aree Marine Protette, per creare delle reti che possano concretamente muovere passi a difesa della flora e della fauna regionale. Accogliamo pertanto con grande interesse la disponibilità mostrata dal Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi a supportare concretamente l’azione del nostro Centro mettendo a disposizione nel prossimo futuro un locale adeguato presso il Mercato Ittico. Questo intervento da parte dell’amministrazione comunale permetterebbe un significativo coinvolgimento della comunità locale con un conseguente ampliamento delle attività del Centro ‘.

La collaborazione tra realtà diverse, tutte animate dall’obiettivo comune di tutelare il patrimonio naturale e di proporre modelli di sviluppo sostenibile ha una grandissima importanza, soprattutto in una regione come la Puglia – afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia -. In Puglia troviamo il 43% degli habitat individuati a livello nazionale dalla Direttiva Habitat 92/43/EC, è quindi necessario adottare misure concrete per conservare questo patrimonio. Proprio in questo senso è nata la prima guida delle Aree marine protette della Puglia che si divide in 3 itinerari, ionico, adriatico e garganico, corrispondenti alle 3 Aree Marine Protette (AMP) di Porto Cesareo, Torre Guaceto e delle Isole Tremiti. Proprio quest’ultima rappresenta un compendio di bellezza per la natura incontaminata dei suoi paesaggi e per la varietà delle specie che ospita ed è per questo che continuiamo a ribadire il nostro no a progetti che mirano a sfruttare l’arcipelago per biechi interessi, come quelli delle società petrolifere. L’unico modello che vogliamo vedere realizzato in Puglia è quello vincente che guarda al futuro puntando sul turismo di qualità, sulle energie rinnovabili e su piani di sviluppo sostenibili che coniughino il rispetto del territorio con pratiche virtuose e tecnologie innovative ed ecocompatibili’.

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