Turismo e natura la Puglia cresce è quarta in Italia

La Puglia del turismo è anche Natura. La Puglia dei percorsi nella Natura ha una marcia in più nel mercato dell’attrattività. Così la fiera Mediterre (alla Cittadella della cultura di Bari dal 27 al 30 gennaio), giunta alla sua sesta edizione, sdogana la parola sostenibilità declinandola finalmente senza l’altra faccia dell’evidente ossimoro su cui si è tentato di costruire in questi anni un percorso inevitabilmente ad ostacoli.

La sostenibilità è un concetto a sé. Tutt’altra cosa rispetto all’aggettivo (sostenibile), che, accompagnato alla parola sviluppo, sembrava quasi volergli fare da argine. La sostenibilità è motore e non condizione dello sviluppo. La Puglia di Mediterre può fare della sostenibilità un ulteriore marchio distintivo così da rafforzare la posizione di privilegio tenuta negli ultimi anni, nei quali il mercato del turismo ha registrato cali di presenze ovunque in Italia tranne che da noi.

Forse proprio per questa ulteriore «anomalia» (oltre a quella politica) della nostra regione rispetto al panorama nazionale, una recente ricerca dell’istituto Ipsos- Publica affairs, i cui esiti sono stati presentati ieri nel corso della presentazione di Mediterre, conferma la scalata del sistema Puglia nella “classifica” delle regioni italiane a maggiore attrattività turistica: quarta per «dinamismo» (prima è l’Emilia Romagna, seguita da Toscana e Sardegna) e terza per l’accoglienza dei turisti.

«La valutazione degli interpellati – ha spiegato Luca Comodo, direttore della divisione politico sociale di Ipsos Public Affairs – è positiva al 73% per quanto riguarda la gastronomia e i piatti tipici, al 64% per la qualità del mare e al 55% per l’accoglienza dedicata ai turisti. Il patrimonio artistico (53%) e le manifestazioni culturali (39%) sono fra gli elementi distintivi della Puglia accolti con favore dagli intervistati. Significativo – ha aggiunto Comodo – anche il plauso del 22% del campione per l’impegno nelle energie alternative e la green economy».

A conferma ulteriore di quell’inversione culturale che porta in primo piano la sostenibilità come motore dello sviluppo, la dichiarazione del presidente della giunta regionale, Nichi Vendola. «Mediterre – ha detto – è un’idea generale della nostra missione, non uno sfondo ma il protagonista del quadro delle nostre politiche». Gli ha fatto eco l’assessore regionale all’Ecolo gia, Onofrio Introna: «Ci auguriamo che Mediterre riscuota il successo delle edizioni precedenti. L’edizio – ne 2008 ha infatti registrato 20mila visitatori riuniti per discutere intorno ai temi dell’acqua, della terra e del fuoco. Mediterre è il primo appuntamento nazionale dopo il vertice di Copenaghen».

Quindi Bari sarà il primo banco di prova per mettere a fuoco un quadro globale di interventi contro il surriscaldamento del Pianeta che molti ritengono insufficiente rispetto alla velocità con la quale i fenomeni stanno condizionando i nostri modelli di vita. Mediterre, quest’anno, è stata immaginata anche come contenitore per varie espressioni artistiche: dalla pittura al design.

E ci saranno anche eventi teatrali e musicali. Il 27, Erri De Luca porterà in scena «A due voci». Il 30 gennaio si chiude con il Paolo Fresu quintet. Tutti gli appuntamenti (tranne gli spettacoli) si terranno alla Cittadella della cultura (via Pietro Oreste, quartiere Libertà, Bari). Per l’occasione è stato istituito il green bus, ovviamente alimentato a metano, con il quale l’azienda dei trasporti di Bari condurrà i partecipanti (e i visitatori) alla sede della manifestazione, partendo dalla centralissima piazza Moro (stazione ferroviaria centrale). A bordo animazione e lettura di testi letterari.

GIUSEPPE ARMENISE

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