Chiamateci città, ora ne abbiamo i titoli

Da oggi, Rodi è “città”. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha, infatti, concesso al comune garganico il titolo di “Città”.

Il decreto porta la data del 7 aprile, mentre la proposta della giunta comunale è datata 28 gennaio 2010. Riportiamo i numeri per sottolineare il fatto che, in meno di tre mesi, è stato possibile realizzare un sogno che la cittadinanza rodiana auspicava da sempre.

Dunque, da “Comune a Città” questa la richiesta che il sindaco, Carmine D’Anelli e la sua giunta, fecero al prefetto di Foggia che, a sua volta, le inoltrò al Ministro dell’Interno che, fatte le dovute valutazioni, le inoltrò alla Presidenza della Repubblica. Uno dei più piccoli centri del promontorio, Rodi Garganico – spiega D’Anelli – è stato riconosciuto meritevole di un titolo che, certamente, fa onore alla nostra comunità, al suo patrimonio ambientale, alla qualità della vita”.

Tra le peculiarità, l’oasi agrumaria, che insieme alla fitta rete di “tratturi”, ai caratteristici frangivento di leccio e lauro e ai “casini” fortificati, ne fanno un territorio più unico che raro. Ciò che rende, più unico che raro, il paesaggio di Rodi Garganico è quel suo coloratissimo quadro di vegetazione che si staglia verso la zona collinare. E’, infatti, il verde dei ”giardini” della sua “oasi agrumaria” ad attirare il turista, letteralmente inebriato dal profumo di zagare che arriva fin dalla battigia. Un gioco di colori e una contaminazione olfattiva che rappresentano il valore aggiunto di questa località che ha poco o nulla da invidiare alle più note consorelle garganiche.

Michelangelo Manicone ebbe a dire di Rodi Garganico che “Se un poeta vedesse tante cose belle, egli non potrebbe astenersi dal parlarne in versi”. Ancora, “I rodiani abitano in un paese dove i Numi, prima di chiudersi in cielo, avevano il loro soggiorno”.

Di particolare interesse è il nucleo storico che sorge sui ruderi di antiche mura di origine elleniche, con strade fiancheggiate da palazzi gentilizi con ottima vista sul mare e all’orizzonte l’unico arcipelago dell’Adriatico, le Tremiti.

Ricco di luoghi di culto e di leggende, al suo interno si possono ammirare il palazzo “Buchi”, i resti del castello medievale (XIV sec.), il convento di san Francesco, le chiese di san Nicola di Mira e del SS. Crocifisso.

Francesco Mastropaolo

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