Gargano, le sigle fanno sistema

GARGANO – Nella caccia al consenso che si apre ad ogni tornata elettorale, fra gli ammiccamenti benevoli e le pacche sulle spalle, non c’è partito o schieramento che non si cimenti nella poco nobile, quanto pragmatica, “conta” dei voti, certi, presunti e potenziali, condita dall’immancabile ritrovato interesse da parte di politici navigati o nuovi per i problemi del territorio. Copioni già visti, ma che appassionano sempre meno i destinatari delle lusinghe e delle promesse, di fronte ai problemi irrisolti di sempre e allo scarso impegno profuso da molta parte della classe politica locale. Lo sa bene il mondo associativo garganico che da un anno a questa parte prova a fare sistema, mettendo in rete le tante risorse della società civile, quelle attive nelle associazioni culturali, ambientalistiche, di volontariato, per cercare di costruire un’identità garganica unitaria ed affrontare insieme le criticità del territorio. Un movimento fatto di tante sensibilità, al quale molti guardano con interesse per il fermento che è stato capace di produrre in un solo anno, con iniziative, prese di posizione su tematiche importanti, ed anche la costituzione al suo interno di un organismo giuridicamente rilevante come il Comitato per la tutela del mare del Gargano. E sono in tanti, ora, a volgere lo sguardo verso questo nuovo Gargano che si muove e che rivendica il suo spazio, e infatti, le candidature “garganiche” nei vari partiti e schieramenti sembrano dirette proprio ad intercettare, prima che sia troppo tardi, questo malessere diffuso o a proporsi come interpreti di queste esigenze. Ma l’Associazionismo Attivo del Gargano (AAG) rifiuta etichettature di ogni genere, rivendicando la propria autonomia dal sistema dei partiti, fiero della pluralità delle idee e delle sensibilità dei vari movimenti che ne fanno parte. “L’Associazionismo Attivo del Gargano – si legge infatti in un comunicato – , nell’intento di mettere al riparo la propria attività socio-culturale da equivoci e da strumentalizzazioni varie e diffuse, al fine di continuare a rendere possibile la libera circolazione di idee, sentimenti e progetti nel suo alveo, garantiti e riconosciuti nell’ambito di una pluralità di appartenenze, di culture, di esperienze, tutte finalizzate e orientate al perseguimento di finalità di interesse pubblico nel territorio garganico, in questa delicata fase di congiuntura elettorale, ribadisce, essendo necessario e contingente farlo, di costituire un movimento apartitico.” Non solo rifiuta le etichette, ma assume una posizione piuttosto critica rispetto ai partiti e ai rappresentanti delle istituzioni per l’indifferenza verso i temi sollevati dall’AAG in questi mesi e la inefficace rappresentanza politica nelle istituzioni generata da scelte dettate dalle logiche di potere interne ai partiti piuttosto che dalle reali esigenze del territorio. “Nell’imminenza delle prossime consultazioni regionali – prosegue il comunicato – l’ Associazionismo Attivo del Gargano auspica che, in maniera dissimile dal recente passato, gli uomini che i diversi partiti vorranno presentare al territorio siano il frutto di scelte oculate e concertate, rappresentativi delle istanze provenienti dall’insieme del corpo elettorale e dalla società civile e non il risultato deleterio di vecchie ed obsolete logiche di potere scaturite dalla mediazione tra oligarchie ed apparati, che nulla hanno a che vedere con le reali problematiche del nostro territorio. Logiche che, se dovessero risultare ancora vincenti nella scelta delle candidature, troveranno la ferma e decisa opposizione del mondo dell’associazionismo attivo, della cultura autentica e dell’informazione libera del Gargano. Non resteremo fermi davanti alla politica che non trova le ragioni della propria credibilità, perché incapace di slanci che sappiano coniugare le attese e le speranze con le idee e i progetti del nostro territorio. Saremo invece convinti garanti e sostenitori di chi si pone nel territorio con la logica di cogliere le migliori opportunità di convergenze tra il mondo politico-istituzionale, la cultura e le forze produttive.”
Anna Lucia Sticozzi

Con questo titolo è stato pubblicato uno stralcio di questo articolo sulla Gazzetta di ieri, 19 febbraio

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