Puglia, la boa dei sistemi turistici locali

Dopo aver fatto registrare una serie di passaggi spesso in felice controtendenza, rispetto ai dati critici nazionali sull’andamento del turismo, non resta che l’ultimo scoglio all’orizzonte dei prossimi mesi. Quello dell’approvazione della Legge di riforma del turismo regionale. In particolare, la normativa sulla governance, ultimo e decisivo tratto di una regata niente affatto facile, affrontata tutta di bolina, contro un vento accidioso, insidioso e persistente. Un vento di solito sfuggente e carico di atavici lamenti, ma da qualche tempo domato e indirizzato verso vele più moderne, approcci più pro-attivi e sensibilità imprenditoriali più intraprendenti.

Con i Sistemi Turistici Locali anche la Puglia si dota di un nuovo strumento di organizzazione e di sviluppo per il turismo. E si appresta a un cambio di prospettiva, in cui territorio ed offerta diventano elementi integrati di una “visione d’insieme”, per avviare una programmazione di settore innovativa e più adeguata ai cambiamenti intervenuti, negli ultimi anni, nei modelli di consumo turistico e culturale. Testimonianza di una scelta attenta non solo a nuove destinazioni, ma anche a prodotti più ricchi di significati e di contenuti, nonché di autenticità e soprattutto di identità locali.

Sistemi Turistici Territoriali (forme associative tra soggetti pubblici istituzionali) e Sistemi Turistici di Prodotto (forme associative tra soggetti privati e pubblici) saranno i nuovi protagonisti di una Puglia che, nonostante tutto, cresce. Saranno utili a promuovere meglio le sue destinazioni turistiche e il suggestivo patrimonio materiale ed immateriale, rappresentato da quel caleidoscopio “meridiano” di eccellenze storiche, paesaggistiche, artistiche, enogastronomiche e tradizionali dell’intero territorio regionale. Oltre a qualificare e valorizzare alcuni segmenti specifici del mercato turistico pugliese, come quello balneare, termale, rurale, religioso o ambientale.

“Occorre fare un proficuo gioco di squadra”, ha sottolineato l’Assessore-skipper Massimo Ostillio, “nel lavoro che ci impegnerà fino al 2013, per rinforzare un sistema regionale capace di far leva sulla propria solidità. Perché da quella data non potremo più contare sulle risorse comunitarie”.

Buttare a mare, quindi, il “Mors tua, vita mea”. E fare sistema con decisione, per non subire il cambiamento ma imparare a provocarlo, a volerlo e a gestirlo. Quasi superfluo ricordarlo laddove monasteri e conventi dovrebbero aver lasciato tracce indelebili di una propensione naturale alla mutualità, consolidate dal sedimento dei secoli.

Sistema Turistico Locale del Gargano o del Subappennino, della Riviera dei Trulli o della Murgia sotterranea, della Costa Tarantina, del Barocco Salentino e magari della Taranta o del Ballo di S.Vito. Tutti funzionali, però, al rilancio e all’affermazione della destinazione Puglia. In un concerto di sinergie, tra costa ed entroterra, per aumentare la forza attrattiva dei nostri territori e sviluppare processi di fidelizzazione della clientela turistica.

Fare sistema, per non perdersi in guerre tra poveri sui natali del Nero di Troia (se risalenti a Diomede o alla cittadina pugliese nel foggiano), ma farne ad esempio Sistema Turistico di Prodotto, per essere blasone di Puglia, insieme agli altri autoctoni di Murgia (Negramaro) e Salento (Primitivo).

Fare sistema, in definitiva, sarà prima di tutto un approccio mentale. Una predisposizione che dovrebbe essere ormai matura nell’intimo quotidiano delle nostre comunità. Consapevoli della necessità di essere artefici protagonisti di un futuro condiviso, e non più comparse di una sceneggiatura scritta altrove.

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