Il turismo italiano nel 2008

Il turismo italiano, nel 2008, è andato meno male del previsto. E gli italiani hanno effettuato 122 milioni e 938 mila viaggi (con pernottamento), in aumento rispetto al 2007 (+9,4%), a cui sono corrisposte 706 milioni e 650 mila notti, con un incremento modesto (+ 2,5%) rispetto all’anno precedente. I dati sono contenuti nel rapporto su viaggi e vacanze in Italia e all’estero, diffuso oggi dall’Istat, e in una ricerca realizzata dalla società fiorentina Mercury.
Complessivamente, rileva quest’ultima, si è registrata una diminuzione delle presenze dell’1,9% e degli arrivi del 2%. Per gli stranieri, -4,1% di presenze e -4,4% di arrivi. Per la clientela nazionale la relativa diminuzione è stata, sia per le presenze che per gli arrivi, dello 0,1%. Il mercato domestico, quindi, ha complessivamente tenuto. Il ‘non comparto’ del turismo ha tenuto più delle altre attività produttive, perché è ormai un bene irrinunciabile di prima necessità (per dirla con gli economisti classici una necessity, e non una commodity o una luxury), nonostante tutto mobile e flessibile. Si puo’ cambiare destinazione e tipo di alloggio, ma in generale non si rinuncia alla pratica delle vacanza, anche se esiste un segmento molto marginale costretto a rimandarla all’anno successivo.
Dal canto suo l’Istituto di statistica precisa che nel corso dell’anno si è rafforzata la tendenza ad effettuare sempre più vacanze brevi già osservata nel triennio 2005-2007, mentre i soggiorni di vacanza lunga (di almeno 4 notti), si sono mantenuti sostanzialmente stabili, così come il relativo numero di pernottamenti.
Sul totale dei viaggi, quelli effettuati per motivi di vacanza sono stati l’86,9%, e hanno mostrato una crescita consistente (+9,4%), dovuta all’aumento delle vacanze brevi (+16,7%), cui si è accompagnato l’incremento del numero di notti trascorse fuori casa in occasione di tali soggiorni (+17%). Il restante 13,1% dei viaggi è stato effettuato per motivi di lavoro. In termini di pernottamenti, il 91,1% delle notti è stato speso in occasione di viaggi di vacanza e l’8,9% per i viaggi di lavoro. Il 41,4% dei viaggi è stato effettuato in occasione di vacanze lunghe (4 o più notti) e il 45,5% per vacanze brevi (1-3 notti). Alle vacanze lunghe è stato, inoltre, dedicato il 76,5% delle notti trascorse in viaggio, mentre il 14,6% delle notti ha riguardato i soggiorni di vacanza breve. In aumento infine i viaggi effettuati usufruendo dell’ospitalità di parenti o amici (+25%), soprattutto quelli effettuati in occasione di vacanze brevi (+39,5%).

Tra i viaggi per i quali è stata effettuata una prenotazione diretta, è aumentata la quota di quelli effettuati prenotando l’alloggio e/o il trasporto tramite internet (+24,5%)), soprattutto tra i viaggi di vacanza (+24,8%). Per quel che riguarda la destinazione, sono aumentati gli spostamenti con destinazioni italiane (+10,4%), che rappresentano l’83,9% dei viaggi complessivi; ciò è dovuto principalmente all’aumento dei viaggi diretti verso l’Italia meridionale (+22,9%), dove sono cresciute sia le vacanze brevi (+43,7%), sia le vacanze lunghe (+20,6%). All’estero, dove si è andati nel 16,1% dei casi, si è registrato un aumento dei viaggi di lavoro (+26,8%) e dei viaggi di vacanza lunga diretti verso i Paesi non appartenenti all’Unione europea.
Per quanto riguarda le destinazioni italiane, si confermano le graduatorie del 2007: Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Veneto sono state le regioni più visitate. Tra le mete estere la Francia è stata ancora una volta il paese più visitato (19,6% dei viaggi all’estero), seguita dalla Spagna (10,2%) e dalla Germania (6,3%). Diversamente dallo scorso anno, tra le maggiori mete turistiche del 2008 si registra il Regno Unito (6,2%). Fuori dall’Europa, l’Egitto e i Paesi del Magreb sono state le mete piu’ frequentate (rispettivamente 4,4% e 3,3% dei viaggi all’estero), essendo particolarmente preferite per trascorrere periodi di vacanza (rispettivamente 5,2% e 3,8% delle vacanze), soprattutto di lunga durata (rispettivamente 6,5% e 4,8% delle vacanze lunghe). Gli Stati Uniti (2,9%) e la Cina (2,8%), invece, si sono confermati mete importanti per i viaggi d’affari.
Aumentano i viaggi che gli italiani compiono nei trimestri invernale ed autunnale: la complessiva crescita dei movimenti turistici con pernottamento si è concentrata soprattutto nel trimestre invernale (gennaio-marzo) e nel trimestre autunnale (ottobre-dicembre), in entrambi i casi favoriti da un calendario delle festività particolarmente vantaggioso.
La maggiore quota di viaggi dell’anno si è concentrata, come sempre, nei mesi estivi, pur se in misura minore rispetto all’anno precedente (38,5% nel 2008, 41% nel 2007). Anche nel 2008 – osserva l’Istituto – si è osservata una lieve diminuzione dell’incidenza dei viaggi di vacanza effettuati nel periodo estivo e in particolare di quelli di lunga durata (dal 64,2% nel 2007 al 63,2% nel 2008).
La motivazione dei viaggi di vacanza rimane invariata: prevalgono le vacanze fatte per trascorrere un periodo di riposo e svago, 65.7% sul totale. Nel 2008, infine, c’è stata una crescita del numero di soggiorni per motivi religiosi rispetto al 2007 (+ 40,4%).
Tornando alle stime di Mercury Srl, fra i vari turismi, quello più penalizzato è quello delle città d’arte e d’affari che hanno visto una diminuzione del 4,2% delle presenze, determinata da un calo del 5,8% di quelle straniere e dell’1,9% di quelle italiane. Particolarmente penalizzate risultano l’area del Mezzogiorno (effetto del caso Napoli) e del Centro (ove l’incidenza delle citta’ d’arte e’ maggiore
Per il comparto balneare si puo’ parlare di tenuta del Nord Est, che conferma il dato dell’anno precedente, mentre il Mezzogiorno rileva la maggiore diminuzione, seguito dal Nord Ovest. Più che di balneare tradizionale, rilevato dalle statistiche ufficiali, tuttavia, bisognerebbe parlare di turismi del mare, notando che per alcuni comparti la situazione è risultata comunque positiva come per la nautica da diporto e, in particolare, per le crociere, che in cinque anni hanno più che raddoppiato il numero dei fruitori nazionali, raggiungendo, nel 2008, le 750mila unita’.
La montagna è il comparto che più ha tenuto, a causa del favorevole andamento climatico estivo e invernale, in particolare nei periodi di Pasqua e di Natale, anche se nelle parti restanti dell’anno. Il movimento delle località termali registra un significativo calo determinato dalla componente straniera, mentre per la clientela domestica, a fronte del leggero calo, di puo’ parlare di una tenuta complessiva. Sono da fare, però alcune precisazioni: in realtà il movimento di alcune grandi storiche stazioni termali, come ad esempio Montecatini, Chianciano e Fiuggi, vede una presenza molto ridotta di clienti termali che in alcuni casi sono scesi a meno del 10% degli arrivi, mentre la gran parte dei turisti in realtà vi soggiorna per altri motivi, per esempio per visitare le localita’ d’arte dei dintorni.

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