Sdoppiamenti della personalità a palazzo Dogana

E’ strabiliante vedere come i nostri rappresentanti provinciali sappiano cambiare da un momento all’altro opinione (e speriamo solo quello). Grandi parole, quelle del presidente Pepe, pronunciate sugli eventi criminosi degli ultimi tempi a Vieste: vicinanza, volontà di riaffermare con forza cultura e legalità. Il tutto condito dalle promesse dell’Assessore al Turismo, Nicola Vascello, di “promuovere tutte le iniziative per combattere questa battaglia principalmente culturale”, di sostenere la società civile garganica e stroncare sul nascere questi fenomeni. Giusto. Ma non era proprio l’assessore Vascello ad accusare, il 12 Giugno a Vico, noi giovani garganici di “eccessivo pessimismo” quando abbiamo trattato tematiche simili? Non era Vascello a dire che era fuori-luogo parlare di criminalità riguardo al Gargano? Cosa è successo, dunque, al nostro assessore? Sarà una fase lunare particolare, semmai, senza “salami davanti agli occhi”? Che duri tanto allora! Tutti, però, sappiamo che non è così. Evidentemente per l’assessore la criminalità assume importanza quando colpisce le località note e non quando colpisce i paesi meno turistici come San Nicandro. Oppure sarà perché Marzo si avvicina e tutti giocano a fare i più buoni. Ciò che a palazzo Dogana, ma anche in altri palazzi, non capiscono è che noi garganici siamo stanchi: stanchi di credere nell’impegno per la viabilità del Gargano (la SSV è finita?), per la tutela del patrimonio (Kalena, Santa Barbara e le torri costiere le dicono qualcosa?) e in tante promesse inutili che riempiono le pagine dei giornali ma che alla fine sono solo quel fumo, quella nebbia che, ad ogni elezione, portano molti a non vedere chi effettivamente voteranno. Un invito: meno parole e promesse, più coerenza e fatti.

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