Il presidente della Provincia Antonio Pepe traccia un bilancio del 2009

«Una Provincia che cresce, Ente di programmazione e di promozione territoriale, protagonista delle dinamiche di crescita della Capitanata». Così Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, durante il consueto incontro di fine anno con la stampa, cui hanno partecipato anche gli assessori della Giunta di Palazzo Dogana, per tracciare un bilancio dell’attività amministrativa e per delineare le prospettive future. Una conferenza stampa che il presidente della Provincia ha voluto aprire ringraziando ogni assessore della sua Giunta, ogni suo collaboratore, ogni dirigente, ogni dipendente dell’Ente di piazza XX Settembre. «Senza il loro determinante contributo – ha affermato Pepe – nulla sarebbe possibile. Proprio come in una squadra di calcio, infatti, nessun risultato può essere raggiunto senza collaborazione. È l’idea stessa di “sistema” cui pensai sin dal momento del mio insediamento e che adesso prende forma, declinandosi in azioni amministrative e politiche». Pepe ha poi rivolto un «sincero ringraziamento» anche al Consiglio provinciale «dimostratosi maturo e all’altezza delle sfide che sono di fronte a noi per costruire una Capitanata migliore» e alle forze politiche di maggioranza e minoranza.

Tanti i temi toccati nel lungo discorso del presidente della Provincia, che ha rivendicato con forza la capacità di superare agevolmente la fase dello “start-up” amministrativo, «delineando con chiarezza una visione armonica dello sviluppo del territorio, di programmazione intelligente con lo sguardo rivolto al futuro». Da questo punto di vista Pepe ha parlato del lavoro condotto sul fronte della Pianificazione Strategica di Area Vasta come di un «fiore all’occhiello» della Provincia, «perché mai prima d’ora un Ente locale si era dotato di una tale mole di indicazioni e progetti (per un valore complessivo di circa due miliardi di euro, ndr), spendibili sui tavoli nazionale, regionale ed europeo. La strada regionale 1, la Superstrada del Gargano, la messa in sicurezza del Subappennino Dauno dal dissesto idraulico e idrogeologico, la costruzione di una rete integrata e moderna dei servizi bibliotecari e museali della Capitanata, la riqualificazione dell’Abbazia di Kàlena, sono soltanto alcune delle priorità che abbiamo individuato. Sappiamo di esserci ritagliati un ruolo da protagonisti nello scenario pugliese, dove la nostra è l’unica provincia ad aver potuto sfruttare le indicazioni contenute nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, approvato nella sua versione aggiornata». «L’approvazione del Piano Stralcio – ha aggiunto il presidente della Provincia – rappresenta da questo punto di vista un soltanto un primo passo, dalla portata nettamente inferiore rispetto agli impegni che la stessa Regione Puglia aveva assunto con il sistema degli Enti Locali della provincia di Foggia nei diversi “step” che hanno contraddistinto l’iter della programmazione». Grande spazio nella relazione del presidente Pepe anche all’attività condotta nel campo della Formazione Professionale, la cui delega è stata recentemente trasferita alle Amministrazioni provinciali. «In meno di due anni – ha spiegato Pepe – abbiamo pubblicato dieci bandi e non un solo avviso pubblico è stato ideato, pensato e realizzato senza che esso fosse calato nella nostra realtà, nel nostro sistema socio-economico, a cui servono professionalità coerenti con quelle che consideriamo le priorità dello sviluppo: turismo, cultura, piccole e medie imprese. Abbiamo rotto definitivamente con la messe di corsi inutili e costosi, mettendo in campo un’innovazione che speriamo gli Enti di Formazione del territorio siano in grado di cogliere». E sempre sul fronte occupazionale, anche se in materia di personale, il presidente della Provincia ha ribadito l’impegno per giungere, entro la fine del suo mandato, alla completa stabilizzazione dei 128 lavoratori precari dell’Ente. «È un impegno che abbiamo assunto con i fatti e non con le parole – ha detto Pepe – che ci ha spinto a percorrere anche i canali ministeriali per verificare la possibilità di modificare l’impianto complessivo della procedura in atto, in modo da renderla coerente con la normativa in materia. Consideriamo un dovere ed una priorità assicurare tranquillità e stabilità a questi lavoratori che con il loro impegno hanno contribuito in questi anni al funzionamento della macchina amministrativa. E desidero ringraziare i sindacati che in questo Palazzo hanno saputo intercettare con noi un bisogno collettivo».

Filo conduttore della conferenza stampa di fine anno, dunque, è stata la visione dello sviluppo della provincia di Foggia nei prossimi anni: la declinazione in azioni amministrative dell’idea politica di progresso del territorio. «La nostra visione – ha proseguito Pepe – inizia a materializzarsi, a farsi azione di governo, a produrre risultati. È il recupero di un ruolo, di una autorevolezza. Perché questa provincia ha bisogno di essere governata; ha bisogno che la politica sappia fare delle scelte, come ad esempio nel campo degli insediamenti energetici. Vogliamo che in questa materia i prossimi anni siano caratterizzati dalla consapevolezza che nessuno potrà più muoversi a “macchia di leopardo”, perché l’energia è sì una grandissima opportunità, ma solo se resa coerente e compatibile con le vocazioni del territorio, con le sue specificità. Anche su questo piano abbiamo le idee chiare su quello di cui questa provincia ha bisogno. Idee che condenseremo nei prossimi mesi all’interno dei Piani Operativi Integrati Energia (Piani stralcio del Piano Territoriale di Coordinamento). Nel campo dell’eolico, che molte volte offende la nostra provincia, ci faremo carico di concordare un nuovo modello gestionale tra investitori e territorio, in grado di mettere i comuni e le loro comunità nelle condizioni di intercettare maggiori quote di valore aggiunto. L’installazione di centrali fotovoltaiche di “grande taglia”, invece, crediamo sia positiva solo nel caso in cui esse interessino aree soggette ad interventi di bonifica e recupero (come ad esempio cave dismesse) oppure aree marginali e non produttive del territorio. Sulle biomasse, poi, la nostra posizione è sin troppo chiara: il loro insediamento deve orientarsi verso un modello che preveda impianti di piccola portata cui sarà possibile affiancare alcune strutture più piccole».

Nel delineare li linee guida della “Capitanata del futuro” il presidente della Provincia non ha mancato di rivendicare alcuni dei risultati importanti conseguiti dall’inizio del mandato. «Abbiamo investito qualcosa come 6 milioni di euro nella manutenzione ordinaria della nostra rete stradale – ha detto ancora Pepe -. Siamo la Provincia pugliese con la più alta percentuale di utilizzo dei 27 milioni di euro dei cosiddetti “Fondi Introna”. Abbiamo praticamente ultimato il primo tratto della provinciale 109 Lucera-San Severo, per il quale abbiamo investito 10 milioni di euro, ed appaltato i lavori per il secondo lotto per un importo di 5 milioni di euro. Abbiamo appaltato il progetto da 14 milioni di euro per la provinciale 28, la cosiddetta Pedegarganica; ed avviato con le indagini geologiche i lavori sulla provinciale 141, per un importo di 15 milioni di euro. Altri 20 milioni di euro sono stati investiti per la provinciale 77 Cerignola-Manfredonia. Si tratta solo di alcuni esempi del nostro impegno in questo campo, vero tallone d’Achille di tutte le Giunte che si sono avvicendate al governo della Capitanata. Ricordo ancora che abbiamo approvato il progetto, grazie a fondi UPI, per mettere ulteriormente in sicurezza la strada provinciale che collega Mattinata a Vieste. Altri 9 milioni di euro sono stati investiti nella manutenzione ordinaria degli edifici scolastici e per la loro innovazione tecnologica ed efficienza energetica. Abbiamo recentemente avuto notizia che la Cassa Depositi e Prestiti ha approvato la nostra richiesta di mutuo per la costruzione di una nuova scuola a Peschici, i cui lavori saranno consegnati, spero, entro marzo». Su questo fronte il presidente Pepe ha poi ricordato l’iniziativa con la quale è stato rinnovato il parco arredi di moltissime scuole provinciali, «con un’attenzione che gli stessi dirigenti scolastici non vedevano da tempo».

Costruire la Capitanata del futuro, significa anche promozione del territorio, marketing territoriale. «La nostra – ha evidenziato il presidente della Provincia – è la terra delle eccellenze, dell’accoglienza, delle meraviglie paesaggistiche e della straordinaria tradizione storica, culturale e folkloristica, dell’immenso fascino spirituale e religioso. Pochi giorni fa abbiamo presentato il calendario dedicato ai castelli della Capitanata, realizzato in un accordo di marketing territoriale con la provincia di Belluno. “Sfoggiare la Capitanata”, esportarla dentro e fuori i confini nazionali è dunque il nostro obiettivo, la finalità delle iniziative che abbiamo messo e che metteremo in campo. Per destagionalizzare i flussi turistici, per essere calamita di interesse ed attenzione, confermando così la nostra posizione di leadership in Puglia e il nostro essere tra le mete più ricercate in Italia, come dimostrano le oltre 4 milioni di presenze turistiche dell’ultima rilevazione statistica. Quest’anno il nostro Gargano ha fatto registrare il tutto esaurito, vero motore trainante del turismo della nostra regione. In questa direzione ci siamo mossi e ci muoveremo da un lato per potenziare e migliorare qualitativamente la nostra offerta culturale, dall’altro per esaltare il nostro passato. Non a caso stiamo promuovendo progetti per costruire percorsi dello spirito – come la via Francigena del Sud – e per valorizzare la tradizione dei tratturi della transumanza, in collaborazione con le Province di Isernia, Campobasso, L’Aquila, Chieti, Benevento, Potenza, Matera». Un’azione di promozione territoriale che la Provincia intende perseguire anche attraverso l’offerta culturale, «come la stagione di prosa, che sta facendo registrare successi di pubblico in linea con la tendenza positiva che abbiamo avviato lo scorso anno, come il progetto “Musica Civica”, che unisce musica a riflessione culturali, come il Festival del Cinema Indipendente». «Stiamo riscontrando – ha sottolineato Pepe – come questi semi stiano dando frutti, come l’interesse e l’attenzione per ciò che avviene in questo territorio stiano travalicando i confini provinciali e anche quelli regionali. Vogliamo continuare su questa strada, interpretando il ruolo di “locomotiva” dello sviluppo, incarnando la speranza e la fiducia nel futuro. Lo faremo prima di tutto nell’interesse dei giovani, di quei ragazzi che saranno coinvolti nel nostro progetto finanziato dal Ministero della Gioventù, che assieme a quello della Provincia di Lecce è uno dei soli due progetti pugliesi ritenuti dal ministero meritevoli di finanziamento e che sarà incentrato prima di tutto sulla diffusione dei valori della legalità».

Una parentesi il presidente della Provincia l’ha infine dedicata alla situazione politica della maggioranza di centrodestra. «Non ho mai nascosto che le alleanze stipulate in sede di ballottaggio alle elezioni comunali di Foggia dello scorso anno avessero aperto una questione politica all’interno del centrodestra – ha dichiarato Pepe -. Non ho mai negato che vi fossero problemi da affrontare e risolvere e comunque da definire pur sforzandomi di mantenere in questa vicenda un profilo utile affinché gli aspetti politici restassero slegati da quelli istituzionali. E infatti in un contesto in cui non sono mancate fibrillazioni e qualche polemica, la macchina amministrativa non si è mai fermata e l’attività di governo non ha subito scossoni o sussulti. Penso quindi di poter dire che siamo riusciti a proteggere la stabilità dell’Amministrazione. È evidente, tuttavia, che le questioni che sono state giustamente sollevate circa la coerenza dell’alleanza che governa la Provincia di Foggia debbano adesso essere portate a sintesi, ricordando sempre che quella che oggi guida questo Ente è comunque la stessa alleanza che i cittadini hanno premiato con il loro voto. Vero è che negli Enti locali la valenza delle alleanze è senza dubbio civica prima che politica. Allo stesso modo, però, noi abbiamo il compito di promuovere una semplificazione del quadro politico e di difendere il bipolarismo.

Non può sfuggire, da questo punto di vista, che nessuna valutazione può essere operata senza conoscere l’evoluzione del confronto su scala regionale, dove la cifra politica degli accordi e delle intese è preponderante rispetto a quella amministrativa. La riflessione che è stata aperta in queste settimane, dunque, sarà il punto dal quale ripartire. E da quel punto che vanno ricercati i nuovi elementi necessari per formulare le opportune valutazioni e per assumere le conseguenti decisioni».

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