Giuliani ed il terremoto nel Gargano

Giampaolo GiulianiContinua a fare notizia nell’etere la notizia che Giampaolo Giuliani, il collaboratore tecnico non laureato dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario, abbia annunciato un imminente terremoto nel promontorio del Gargano ed ormai in tanti cominciano a temere per il peggio.

In un primo momento la data presa a riferimento era il 27 aprile, giornata che in molti hanno trascorso il più possibile lontano da casa per paura del verificarsi di qualche evento. Per fortuna di tutti, l’unico evento nuovo della giornata è stato un fortissimo vento che ha imperversato per tutto il pomeriggio e la nottata.

I più informati hanno quindi cambiato tiro, sostenendo questa volta che in realtà Giuliani abbia previsto sì il terremoto nel Gargano ma solo tra la fine di Aprile e la prima decade di Maggio, per la fortissima immissione di gas randon rilevata in questi giorni. Tale convincimento sarebbe suffragato dalle 4 recenti scosse di terremoto che hanno coinvolto il promontorio il 19, 24 e 28 marzo ed il 9 aprile nonché dalla frequenza media del terremoto in queste zone che pare essere di 40 anni. Considerato che l’ultimo terremoto con effetti distruttivi sarebbe avvenuto tra gli anni 60 e 70 il conto è presto fatto.

Per quanto si possa cercare in giro, però, non è dato ritrovare una sola testimonianza del diretto interessato che riguardi un imminente terremoto nel Gargano mentre si specano le smentite dei vari media locali e nazionali al riguardo.

Senza voler entrare nel merito della vicenda, occorre ribadire quanto più volte sottolineato dal mondo scientifico, ovvero che con le attuali conoscenze non si riesce a prevedere con precisione il verificarsi delle precipitazioni piovose figuriamoci dei terremoti. Che il Gargano d’altronde sia una terra ad alto rischio sismico non è certo una novità, come dimostrano anche i recentissimi movimenti tellurici ma questo non è di certo sufficiente a scatenare e giustificare la psicosi terremoto. Del resto, gli strumenti di Giuliani studiano l’emissione del randon nel sottosuolo del Gran Sasso fino ad un raggio di 150 km ed il Gargano è davvero molto più distante.

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