Avviso di garanzia a sindaco e giunta di Vieste

L’intera giunta di centrodestra guidata da Ersilia Nobile è sotto inchiesta per le indennità percepite. Non si sarebbero ridotti il compenso nonostante un articolo della finanziaria del 2005- 2006. Sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di peculato il primo cittadino, vice sindaco, Saverio Prencipe, gli assessori Angelo Devita, Raffaele Zaffarano, Nicola Rosiello, Giuseppe Cimaglia, Antonio D’Errico, Nicola Ragno. L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Foggia, Enrico Infante avrebbe preso le mosse da un esposto. Sindaco e assessori non avrebbero tagliato del io per cento l’indennità di carica prevista all’indomani della direttiva del ministero che per contenere e tagliare la spesa pubblica aveva fissato una riduzione dei compensi, ed in particolare con riferimento ad una sentenza della Corte dei Conti il provvedimento andava applicato a quei Comuni che avevano sforato il patto di stabilità con i bilanci consuntivi. L’attuale amministrazione guidata da Ersilia Nobile è in carica dal 2006. All’indomani dell’insediamento, così come previsto dalla normativa che regola le indennità di carica degli amministratori, l’esecutivo approvò una delibera di giunta per chiedere che la proprie indennità fossero quella stabilite dal testo unico degli enti locali. La precedente amministrazione guidata dal parlamentare Domenico Spina Diana se l’era ridotta del 50 per cento dal momento che il sindaco percepiva anche l’indennità da deputato.

L’inghippo sarebbe legato ad una norma inserita nella legge finanziaria 2005-2006 che imponeva un taglio del 10 per cento alle indennità di carica a quelle amministrazioni che avevano sforato il patto di stabilità. E la giunta guidata da Spina Diana era fra queste, aveva lasciato questa eredità al nuovo esecutivo. Secondo la procura e secondo i rilievi mossi dal magistrato questo taglio non ci sarebbe stato. Inoltre la delibera con la quale erano state determinate le indennità non avrebbe il parere di regolarità contabile del primo dirigente. Ci sarebbe comunque un parere positivo di uno dei dirigenti sull’atto, ma non quello che secondo il magistrato poteva dare il via libera definitivo alla sua approvazione.
Bocche cucite a Vieste. L’intera giunta ha deciso di rivolgersi ad un unico legale per dimostrare che quel mancato taglio non può essere addebitato agli amministratori in quanto avrebbe dovuto procedere l’ente d’ufficio. Ovvero avrebbero dovuto essere i dirigenti dei settori ad adeguare alla direttiva le indennità. <<Il sindaco e la giunta esprimono fiducia nélla magistratura e dalle ulteriori indagini emergerà con chiarezza qualsiasi estraneità dall’ipotesi di reato», il commento affidato dall’esecutivo e dal primo cittadino ad una nota congiunta.
In serata a Vieste c’è stata una lunga riunione politica del centrodestra alla luce del piccolo terremoto che ha attraversato l’amministrazione garganica. Una riunione nella quale i partiti hanno fatto quadrato intorno al sindaco e ai propri assessori.

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