Angela Colombo, uscita di casa, non ha più fatto ritorno

Si chiama Angela, Angela Colombo. Ha 43 anni. Si è allontanata dalla sua casa di Peschici, dove vive con la madre, domenica 29 marzo alle 7 circa, e non vi ha fatto più ritorno. Chi usa gli autobus che ogni mattina partono dall’ex campo sportivo (studenti, pendolari, peschiciani che rientrano in altre città italiane dove vivono e lavorano, e gli stessi autisti) la conosce benissimo. Lei è lì, infatti, ogni mattina, in attesa del pullman che la porta a Rodi Garganico, al centro diurno frequentato da circa dodici anni per un inoffensivo handicap mentale. Ha sempre dimostrato grande piacere stare al centro, dove ha conosciuto tante persone che le vogliono bene, l’aiutano, la consolano, la “curano” in un mix di affetto e medicinali. Di loro si fida e di nessun altro. Non è abituata a dare confidenza a nessuno. Quando va in Posta o a fare la spesa, si ferma a parlare solamente con poche persone e solo con chi conosce bene. Non ama i cambiamenti, ogni situazione nuova o pericolosa mette a rischio la sua “stabilità” mentale.

Cappottino rosso, pantaloni, stivaletti neri (gli stessi che vestiva il giorno della scomparsa), poco denaro in tasca e documenti… di lei non si sa più nulla. I Carabinieri sono allertati e un professionista del luogo – l’avvocato Gianni Maggiano, che ha preso a cuore la vicenda – ne ha segnalato la sparizione alla trasmissione tivù “Chi l’ha visto?”. Nella puntata di lunedì 6 ne hanno considerato il caso, ma nessuna segnalazione è giunta. Ci tentiamo noi, adesso, con l’aiuto dei siti-amici del Gargano, sperando che qualcuno l’abbia notata e ci avverta. I numeri da contattare sono: 0884-96.44.18 = 329.74.91.680; volendo, anche un indirizzo mail: info@puntodistella.it. La mamma è giustamente disperata e non sa più a quale santo votarsi.

Più passa il tempo e più la speranza viene meno, anche per una certa forma di disinteresse che circonda l’evento. Lo dimostra il fatto che persino noi ne siamo venuti a conoscenza con due settimane di ritardo. A che punto siano le ricerche, come si siano messe in atto e sviluppate, quali spiragli – ove ve ne fossero – si sono aperti, non è dato sapere. Giustamente la parente che ce l’ha segnalato si chiede: “Nessuno la cerca davvero. O meglio: nessuno la cerca come la si potrebbe (e dovrebbe; ndr) cercare. Soprattutto se si scompare ‘normalmente’. Senza che l’improvviso vuoto di chi non c’è più lasci immaginare la trama nera di un delitto, di un sequestro. Di una violenza tra le mura domestiche. Senza dunque un solo vagito della comunità cui si appartiene o un sussulto delle cronache”. “Una persona si considera scomparsa quando si è allontanata dal suo ultimo domicilio o residenza e di lei non si hanno più notizie. L’insieme di queste due condizioni deve avverarsi in maniera tale da creare incertezza sull’attuale sorte della persona”, recita l’articolo 48 del codice civile. Ed è l’interrogativo che adesso ci e vi rivolgiamo: qual è l’attuale sorte di Angela? A cosa è andata incontro la mattina del 29 marzo: a qualcosa da lei voluto o ad altro, a lei imposto con chissà quali machiavelliche motivazioni? Lo sapremo solo se tutti, indistintamente, raccoglieranno questo appello, lo faranno proprio e… terranno gli occhi aperti. La foto che alleghiamo la ritrae in maniera molto vicina alla realtà. Chi la conosce direbbe subito: “E’ lei!” E noi ci auguriamo che chi l’abbia vista, quella mattina o durante la giornata o dopo, abbia la sensibilità di avvertire chiunque – famiglia, forze dell’ordine… noi di “new Punto di Stella” – e possa portare la propria testimonianza atta a metterci sulle sue tracce e, chissà, salvarla da una condizione da lei non desiderata e nella quale sia caduta per estrema ingenuità, la stessa che la rende aperta a ogni disavventura.

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