Alga rossa: situazione sotto controllo

È sotto controllo la situazione nell’invaso di Occhito per quanto riguarda l’alga rossa. I dati tranquillizzanti emergono dall’ultimo tavolo tecnico tenutosi nel pomeriggio di lunedì in via Capruzzi a Bari alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore. Sotto controllo anche lo scarico a mare che in un primo momento aveva destato allarme. È stato infatti evidenziato che la presenza dell’alga risulta diluita e quindi non pericolosa.

Una novità di rilievo è che anche la provincia di Foggia, al pari di quella di Campobasso, ha disposto, in via cautelativa, ai fini della tutela della salute pubblica, la chiusura temporanea dell’esercizio della pesca nell’ invaso di Occhito. Una decisione che giunge per la sponda di Capitanata due mesi dopo quella molisana, preceduta da alcune roventi polemiche secondo le quali la provincia di Foggia non poteva emettere alcuna ordinanza sull’invaso di Occhito relativamente a caccia e pesca, né tantomeno per questioni che attengono alla sanità in quanto la regione Puglia non ha normato il trasferimento delle competenze. Circostanza evidentemente non necessaria dal momento che finalmente anche la sponda di Capitanata due giorni fa ha emesso l’attesa ordinanza, sopperendo ad una paradossale situazione che vedeva gli amanti della pesca sportiva bypassare il divieto molisano spostandosi semplicemente sul versante foggiano dell’invaso.

Presenti tra gli altri al tavolo di discussione anche AQP, Arpa Puglia, ASL FG e CNR-ISMAR. Assente l’assessore provinciale alla sanità Stefano Pecorella, che solo pochi giorni fa si era lasciato andare ad audaci dichiarazioni arrogandosi ogni merito sull’istituzione di un tavolo tecnico e dimostrando invece di non essere ben informato sul lavoro sin qui svolto dalla Regione Puglia.

“È stata proprio la Regione Puglia, nelle persone dell’assessore alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore, e dell’assessore alle Opere Pubbliche, Onofrio Introna, che ha subito attivato diverse forme di intervento: ha convocato un Tavolo Tecnico interistituzionale per il monitoraggio continuo della situazione e per la gestione dell’emergenza; ha predisposto la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e con ARPA Marche per il confronto dei dati; ha deciso strumenti di difesa preventiva rispetto alla concentrazione di microcistine, quali la posa di filtri a carbone attivo nell’impianto di potabilizzazione del Fortore e la miscelazione delle acque in uscita dalla diga di Occhito. Grazie a questi interventi, la potabilità dell’acqua per i cittadini della provincia di Foggia, non è mai stata in discussione”, spiega il consigliere regionale Angelo Riccardi.

Intanto il monitoraggio continua ogni 48 ore, mentre l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) ha convocato, su richiesta della Regione Puglia, le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale delle quattro regioni su cui insiste la diga di Occhito, Puglia, Basilicata, Campania e Molise, per individuare le cause ambientali, quasi sicuramente di natura antropica, che hanno favorito la crescita del fenomeno algale e cercare una soluzione per porvi rimedio.

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