Via libera alla Ru486. Vaticano: delitto da scomunica

neonatoIl via libera dell’Agenzia del farmaco (Aifa) alla pillola abortiva ha innescato una serie di reazioni contrapposte. Il Vaticano ha subito parlato di “veleno letale” e di “delitto” che comporta “la scomunica” della chiesa per chi la usa, la prescrive o partecipa a qualsiasi titolo “all’iter”. I radicali e il centrosinistra hanno invece parlato di vittoria per le donne. Posizioni differenti nel centrodestra.

Rotondi: “Una società senza aborto”. “Non mi appassiona il dibattito sulle metodiche abortive: bisogna applicare la legge 194 nel progetto preventivo e puntare al valore di una società senza aborto, come è nelle corde di laici e cattolici”. Lo dichiara il ministro per l’Attuazione del Programma di governo e leader democristiano del PdL, Gianfranco Rotondi.

Papa Giovanni XXIII: “Siamo in lutto”. L’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII si dichiara in lutto per l’approvazione della pillola abortiva. ”Sempre più assistiamo infatti a induzione e costrizione nelle mamme che incontriamo in procinto di abortire. Ne è la prova anche il numero sempre maggiore di extracomunitarie che abortiscono, in percentuale molto superiore alle italiane”. “Come Comunità – è la conclusione – vigileremo ora perché nessuna casa farmaceutica accetti di distribuire questo prodotto agli ospedali”.

Mura: “Finalmente al passo con l’Europa”
“Siamo finalmente al passo con il resto d’Europa. Le donne che si troveranno costrette a ricorrere all’interruzione di gravidanza ora potranno sceglie di avvalersi di una tecnica farmacologia sicuramente molto meno invasiva dell’intervento chirurgico”. Lo dichiara Silvana Mura, dell’ Idv e membro della commissione Affari sociali.

Della Vedova: “Governo non cerchi rivincite”. “Ora che l’Aifa ha deciso, in scienza e coscienza, di consentire anche in Italia l’utilizzo della pillola Ru486, nessuno, tanto meno il Governo, cerchi rivincite”. Lo afferma Benedetto Della Vedova, deputato Pdl. “Se si vuole mettere in discussione la legge che regolamenta l’interruzione della gravidanza, si abbia il coraggio di farlo direttamente, senza praticare un ingiustificato ostruzionismo politico”.

Gigli: “Un regalo alle multinazionali”. “Viene autorizzato un prodotto per curare qualcosa che non è una malattia, malgrado siano state già accertate 29 morti e numerosi casi di infezione a seguito dell’uso della pillola. Si ritorna insomma al significato etimologico della parola farmaco come veleno e viene fatto un regalo alle multinazionali e all’ideologia radicale sulla pelle delle donne”. Lo sostiene Gian Luigi Gigli, responsabile del dipartimento Salute e welfare dell’Udc.

Boniver: “Stop alle polemiche, si usa in day hospital”. “Si chiude una lunghissima fase di perplessità che ha caratterizzato il dibattito politico nel nostro Paese. La pillola, che è un’alternativa all’aborto chirurgico, viene usata in quasi tutti i paesi europei dagli anni 80”, lo afferma Margherita Boniver (Pdl). “La pillola – specifica – non potrà essere venduta in farmacia, ma somministrata con le apposite garanzie in day hospital e questo credo dovrebbe porre fine a molte polemiche”.

Casellati: “Via libera alla cultura della morte”. Il via libera dell’Aifa “è un gravissimo errore, che strizza l’occhio alla cultura della morte”. Lo ha dichiarato Elisabetta Alberti Casellati, sottosegretario alla Giustizia. “L’Italia ha una legge, la 194, e ritengo che, anzichè cercare strade alternative o scorciatoie per l’aborto, sia necessario applicare pienamente questa legge, soprattutto sul fronte della prevenzione dell’aborto”.

Licastro: “Modificare le linee guida della 194”. “Il governo deve modificare quanto prima le linee guida della legge 194 per adeguare la normativa vigente alla decisione dell’Agenzia”. Lo dichiara Simonetta Licastro Scardino, parlamentare del Pdl, membro della commissione Politiche dell’Unione europea del Senato. “Le modalità di esecuzione dell’interruzione volontaria di gravidanza – afferma la senatrice – fino ad ora compiuta all’interno di strutture ospedaliere, come previsto dalla 194, cambiano radicalmente. La pillola assassina, oltre ai pericoli di emorragie e di decessi, comporta un’incertezza sul momento e soprattutto il luogo dell’espulsione del feto”.

Bianconi: “Stiamo diventando un Paese pro morte”. “Uccide una vita umana, l’embrione, e mette in grave pericolo la salute psico-fisica della donna, avendo l’unico vantaggio di agevolare le case farmaceutiche e le strutture ospedaliere che non avranno sicuramente interesse a ricoverare la donna fino a quando l’aborto non sia compiuto”. Parola della senatrice Laura Bianconi, vicepresidente dei senatori del Pdl e componente della commissione Igiene e sanità. “Quello che proprio non si può accettare – continua la senatrice – è con quanta facilità il nostro stia diventando il paese della cultura pro morte”.

Franceschini: “Non vedo motivo per dire no”. “Bisogna distinguere il dibattito politico da quello scientifico. Siccome siamo in un Paese che consente l’aborto per legge, se c’è la possibilità di avere un sistema meno invasivo per le donne non vedo un motivo per dire di no”. Lo afferma il segretario del Pd Dario Franceschini a “Faccia a faccia” su Radio3.

Livia Turco: “Adesso basta con le crociate”. Il capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera commenta: “Spero che adesso finisca la crociata contro un farmaco che in realtà era una crociata contro le donne e i medici. Il timore di privatizzare e banalizzare l’interruzione di gravidanza e di lasciare le donne sole nascondeva la sfiducia nei confronti delle stesse donne e dei medici. Ora è necessario garantire che questa metodica abortiva sia utilizzata nel modo più appropriato e nell’ambito della legge 194. Per questo mi auguro che il ministero della Salute definisca insieme alle Regioni delle linee guida per garantire una presa in carico adeguata su tutto il territorio nazionale”.

Palumbo: “Valida alternativa farmacologica”. “Dal punto di vista scientifico non ho
remore sulla messa in commercio della Ru486. Ci sono regole restrittive che garantiscono la salute delle donne e l’Italia non può rimanere fuori dall’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente della commissione Affari sociali della Camera Giuseppe Palumbo (Pdl). “La Ru486 – spiega Palumbo – rappresenta solo un’applicazione medica della Legge 194 sull’interruzione di gravidanza. Una valida alternativa farmacologica all’intervento chirurgico che dà anche la possibilità a quelle donne, che non possono essere sottoposte per motivi di salute ad un’operazione, di portare a termine la propria scelta di interrompere la gravidanza, sempre comunque entro i dettami della 194. Nulla di più dunque da giustificare tanto allarmismo”.

Il vescovo di San Marino: “Pesticida umano”. Monsignor Luigi Negri, vescovo della diocesi di San Marino-Montefeltro, definisce il farmaco un “pesticida umano”. Questa pillola “sarà usata per togliersi qualsiasi possibilità di avere un imprevisto di carattere medico. Una decisione di questo tipo non è tecnica e basta, ma coinvolge una concezione dell’uomo e del rapporto uomo-donna”.

Carlucci: “Legalizzato l’aborto fai da te”. Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl e vicepresidente della commissione bicamerale per l’Infanzia, ha dichiarato: “Da oggi in Italia viene legalizzato l’aborto fai da te. La decisione dell’Aifa produce una domiciliazione dell’interruzione di gravidanza, in palese violazione di quanto prescritto dalla legge 194, la quale stabilisce che l’aborto deve essere praticato in ospedale e le donne adeguatamente assistite e curate. L’Aifa è stata condizionata dalla campagna ideologica e relativista messa in atto dalla sinistra italiana. A questo punto il governo deve adeguare immediatamente le linee guida della legislazione vigente se non vuole esporre le donne italiane a gravi rischi”.

Movimento per la vita: “Banalizza l’aborto”. L’aborto in Italia “è diventato un fatto di massa, di routine, e la pillola Ru486 è particolarmente grave perchè lo banalizza. E in definitiva vuole cancellare fino in fondo l’idea che c’è di mezzo la vita di un figlio. Come si fa a dire che c’era davvero un bambino se per ucciderlo basta bere un bicchier d’acqua o poco più?”. A chiederselo è il presidente del Movimento per la Vita Carlo Casini, commentando a Radio Anch’io il via libera in Italia della pillola abortiva.

Roccella: “Clandestinità legale, contraria alla 194”. “Non sono stati chiariti alcuni punti oscuri del metodo relativi alla sicurezza nell’utilizzo” della Ru486: è il primo commento del sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, la quale chiede “chiarezza” all’Aifa. “Come ministero – aggiunge – dobbiamo garantire la compatibilità con la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e dobbiamo garantire la sicurezza delle donne”. Il pericolo, secondo Roccella, è che con la pillola abortiva Ru486 si possa arrivare a una “cladestinità legalizzata” degli aborti. Il metodo dell’aborto farmacologico, ha affermato, “intrinsecamente porta la donna ad abortire a domicilio, proprio perchè il momento dell’espulsione non è prevedibile”, in una sorta di “clandestinità legale”. Che è “difficilmente compatibile con la 194”.

Viale: “Finalmente!”. “Prima di tutto è una vittoria per le donne italiane, che da oggi sono più libere e hanno un’opportunità in più – commenta il ginecologo torinese Silvio Viale (Radicali) – ma la lotta continua perché ora bisogna offrire l’aborto medico in tutta Italia”.

Monsignor Sgreccia: “Delitto da scomunica”.
“Per voce di monsignor Giulio Sgreccia, emerito presidente dell’Accademia per la vita, il Vaticano auspica “un intervento da parte del governo e dei ministri competenti”. Perché – spiega – non “è un farmaco, ma un veleno letale” che mina anche la vita delle madri, come dimostrano i 29 casi di decesso. La Ru486 – afferma monsignor Sgreccia – è uguale, come la chiesa dice da tempo, all’aborto chirurgico: un “delitto e peccato in senso morale e giuridico” e quindi comporta la scomunica latae sententiae, ovvero automatica”cladestinità legalizzata” degli aborti.

La Prestigiacomo:”Ok sotto controllo ospedaliero”. “Se sotto controllo ospedaliero, sono d’accordo con l’introduzione della pillola Ru486 anche in Italia”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Aggiunge: “Non sarei d’accordo se questa pillola fosse venduta liberamente nelle farmacie”.

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