Una cava sarà il cimitero dei capodogli si cerca di salvare gli scheletri

”A distanza di alcuni giorni dalla morte del primo animale, comincia a sentirsi un cattivo odore causato dalla decomposizione dei corpi”. Lo si apprende dal comandante della circoscrizione marittima di Vieste, Vincenzo Sacco, a proposito dei capodogli morti sulla spiaggia garganica di Foce Varano.

E’ urgente dunque la rimozione delle carcasse, per progettare e attuare la quale e’ in corso in prefettura a Foggia una riunione con rappresentanti degli enti istituzionali, Forze Armate e di Polizia. Partecipano il prefetto, Antonio Nunziante, rappresentanti della Asl e della Capitaneria di porto di Manfredonia, i sindaci di Cagnano Varano e Ischitella, rappresentanti di Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia e l’assessore provinciale all’ambiente, Stefano Pecorella.

”Rimuovere corpi che pesano una quindicina di tonnellate ciascuno – aggiunge Sacco – e’ complesso ma le condizioni meteomarine ci sono favorevoli, sia per le basse temperature stagionali che rallentano il processo di decomposizione, sia perche’ il vento e il moto ondoso si sono calmati rispetto alla giornata di ieri, e questo puo’ rendere piu’ agevole il recupero delle carcasse”. I prelievi in corso da parte dei veterinari per accertare le cause della morte dei sette animali saranno completati – a quanto viene reso noto – entro la giornata.

All’incontro in prefettura a Foggia hanno preso parte il prefetto, Antonio Nunziante, i rappresentanti delle forze di polizia e dell’esercito, di enti locali, dell’Ausl, e della Capitaneria di porto di Manfredonia. Frattanto si sta provvedendo a togliere le viscere dai capodogli che saranno bruciate in un inceneritore da individuare. Nelle prossime ore le carcasse saranno trasportate con camion nella cava, dopo essere state tagliate a meta’: si cerca, infatti, di preservare quanto piu’ possibile i resti dei cetacei, in modo da ricomporre gli scheletri quando, tra un anno circa, si presume che saranno scarnificati in gran parte. Gli scheletri potranno essere, cosi’, utilizzati per finalita’ scientifiche e didattiche. ”Negli ultimi giorni – ha detto l’assessore provinciale all’ambiente, Stefano Pecorella – sono giunte richieste da musei di tutta Italia, che vorrebbero esporre le ossa dei cetacei”. Sul litorale non e’ consentito l’accesso al pubblico, per evitare il contatto con le carcasse e tutelare cosi’ la salute pubblica, anche perche’ non si sa ancora che cosa abbia prodotto lo spiaggiamento degli animali. A conclusioni delle operazioni, la spiaggia sara’ sottoposta a bonifica.

MORTO ANCHE L’ULTIMO CAPODOGLIO

Dopo la morte stamane dell’ultimo capodoglio arenatosi nei giorni scorsi, insieme ad altri sei esemplari, vicino alle costa del Gargano nella zona tra Foce Varano e Rodi Garganico, in provincia di Foggia, il problema più impellente diventa quello della rimozione delle carcasse e della messa in sicurezza, anche igienico-sanitaria, della zona. La soluzione non è facile poichè i sette animali morti pesano tra le 10 e le 15 tonnellate ciascuno.

VERTICE IN PREFETTURA

E’ stata convocato per domani mattina nella prefettura di Foggia una riunione interistituzionale che dovrà risolvere il problema della rimozione e destinazione finale dello smaltimento delle carcasse dei sette capodogli spiaggiati tre giorni fa per cause ancora sconosciute lungo il litorale della Foce Varano, tra i comuni di Cagnano Varano e Ischitella. Dalla prefettura di Foggia fanno sapere che i primi tentativi che sono stati fatti per rimuovere le carcasse sono falliti a causa dell’enorme mole degli animali che sono lunghi tra i 10 e i 15 metri e pesano fino oltre 13 tonnellate.

Intanto nella zona dello spiaggiamento sono state disposte particolari misure di ordine pubblico e prevenzione sanitaria per evitare l’avvicinamento di curiosi che possano entrare in contatto con le carcasse ormai in decomposizione. Un primo tentativo di trascinarli con dei camion fatti arrivare sul posto non è riuscito anche perchè nella zona c’è la sabbia e i mezzi hanno rischiato di capovolgersi. Si sta studiando una soluzione con mezzi più efficaci. Si tratta di un evento eccezionale. Per questo domani è stato convocato un tavolo interistituzionale alla Prefettura di Foggia. Sul posto hanno operato gli uomini della Capitaneria di Porto. A una delle carcasse sono stati prelevati dei campioni che verranno analizzati per stabilire le probabili cause della morte.

INUTILI TENTATIVI

Sono iniziate ma sono stati subito bloccate le operazioni per recuperare le carcasse dei sei capodogli morti sulla spiaggia di Capojale dove erano spiaggiati due giorni addietro. Le carcasse erano state legate ai denti di due escavatori che le avrebbero alzate e deposto su un camion: i cetacei pero’ pesano troppo e i due mezzi meccanici non sono riusciti ad alzarli.

Per questo motivo e’ stato chiesto l’intervento della Protezione Civile per cercare si risolvere il problema. Sono sei i capodogli morti mentre un settimo e’ ancora in vita anche se agonizzate: e, intanto, il Ministero dell’Ambiente ha respinto la proposta avanzata questa mattina di abbattimento del cetaceo morente. Un altro no e’ giunto dal servizio di prevenzione della Asl sulla cava del Gargano destinata ad ospitare le carcasse dei cetacei. L’Azienda sanitaria, infatti, non ha accolto la proposta di smaltire le carcasse dei capodogli all’interno della cava poiche’ non si sa se sotto la cava ci sia una falda acquifera che potrebbe essere cosi’ infettata. Tra le ipotesi avanzate nelle ultime ore c’e’ anche quella di sezionare le carcasse e di incenerirle.

LO SPIAGGIAMENTO

Sono nove i capodogli, tra i 10 ed i 12 metri di lunghezza, che si sono arenati a cinque metri dal bagnasciuga sul litorale di Capoiale, sulle spiagge garganiche. Un evento, secondo molti, unico del genere in Italia. Tantissimi i curiosi che sin dalle prime ore della mattinata hanno affollato la spiaggia per vedere i cetacei sparsi sul lungomare per alcuni chilometri. Secondo i primi rilievi la maggior parte dei cetacei sarebbero gia’ morti mentre solo due potrebbero essere ancora in vita.

Per questo motivo i veterinari e gli esperti del centro Nazionale Cetacei hanno eseguito dei prelievi di sangue per verificare le condizioni dei capodogli ancora in vita. In attesa sul Gargano anche alcuni dirigenti e tecnici del Ministero dell’Ambiente. Gli esperti con l’ausilio dei mezzi e degli uomini della Capitaneria di Porto di Vieste stanno cercando anche di capire come poter salvare i cetacei ancora in vita: a causa della loro mole e’ difficile, infatti, farli tornare in alto mare. Due dei nove capodogli spiaggiati a cinque metri dal bagnasciuga sul litorale di Capoiale, sulle spiagge garganiche, sono riusciti a riprendere il largo. Continuano comunque le operazioni di soccorso per verificare se gli altri sette esemplari di cetacei sono come, purtroppo, si ritiene, morti o qualcuno possa ancora essere salvato.

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