Si è insediato il nuovo vescovo

monsignor Michele Castoro«Dal profondo del cuore saluto tutti con quell’amore messo nel mio cuore per voi dal Signore Gesù che mi vuole vostro Pastore e Padre. Il mio saluto vuole giungere in ogni casa, vuole raggiungere in particolare quanti sono in difficoltà; le persone anziane e gli ammalati; i poveri e quelli che vivono senza speranza; gli uomini e le donne di buona volontà, tutti coloro che sono sinceramente alla ricerca di Dio».

E’ il primo abbraccio caloroso e sorridente di mons. Michele Castoro, 125esimo arcivescovo della chiesa di Siponto-Manfredonia, al popolo dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, col quale ha iniziato in un assolato pomeriggio il suo ministero episcopale. Un abbraccio ricambiato da una folla plaudente di fedeli giunti dai vari centri della diocesi ai quali si sono uniti numerosissimi, trasportati da oltre quaranta pullman, gli ormai ex diocesani di Oria, città dove monsignor Castoro ha svolto il suo apostolato vescovile. Con loro una massiccia rappresentanza di autorità religiose, civili e militari della Regione Puglia, della Provincia di Foggia, di Manfredonia.

Una festa di fede ma anche e soprattutto di popolo a sancire la perfetta sintonia che vi è, ma questa è storia di millenni, tra chiesa e città. Un pomeriggio intenso iniziato presso la basilica di santa Maria Maggiore di Siponto, austero cimelio della Siponto antica, dove attendeva il presule il sindaco Campo con una folla di fedeli. Quindi l’ingresso in città. Sul sagrato della chiesa del Carmine l’incontro festoso con i giovani ai quali dice “Siate giovani dal cuore grande”.

Il contatto con la città, i manfredoniani, di mons. Castoro prosegue per via Maddalena che conduce dritta a Palazzo San Domenico, sede del Municipio nel cui chiostro sono ad attenderlo le autorità. «Le testimonio la gioia e la curiosità con cui tutti i cittadini dell’arcidiocesi si apprestano a cominciare questo nuovo camino», afferma il sindaco Campo. «Un’arcidiocesi – soggiunge – complessa e articolata culturalmente, socialmente, economicamente, ricca di fede ma attraversata anche da tensioni acuite dalle difficoltà del tempo che attraversiamo». Un profilo richiamato dal presidente della Provincia Pepe e dal prefetto Antonio Nunziante che ha invitato “a fare sistema”.

Il sole concede una tregua nascondendosi dietro il profilo della case della città, quando mons. Castoro entra in cattedrale per la lettura della bolla apostolica, la consegna del pastorale, l’insedia – mento nella cattedra. Quindi il bagno di folla nella piazza dedicata al Beato Giovanni XXIII; la concelebrazione con l’arcivescovo di Foggia mons. Tamburrino, i vescovi del circondario, i capitoli di Vieste e Manfredonia.

Reso un affettuoso saluto alla diocesi di Oria e ricordata “la storia dell’arcidiocesi di Manfredonia, la vivacità della sua fede”, l’arcivescovo Castoro ha fatto riferimento alla «profonda trasformazione sociale, culturale e religiosa del nostro mondo e delle nostre stesse comunità cristiane. Il processo di secolarizzazione – rivela – continua a erodere la tradizione cristiana anche dei nostri paesi dove si va diffondendo sempre di più l’indifferenza religiosa».

Annuncia di voler “pre parare insieme il piano di lavoro”, partendo dal progetto pastorale “Gio – vani e famiglia insieme” previsto per il triennio 2007-2010. «E’ pro – prio dai giovani e dalle famiglie – ha ammonito – che deve partire la consapevolezza e l’impegno per l’annuncio missionario del Vangelo affinché nessuno sia escluso dalla salvezza e dalla verità».

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