Rodi Garganico, apre porto: 400 posti barca

Gli operatori turistici del Gargano sempre più convinti che è indispensabile mettere insieme le risorse per garantire al territorio maggiori opportunità turistiche. Dopo Peschici, anche gli operatori di Rodi si sono consorziati e hanno eletto alla presidenza del “Consorzio operatori turistici del Gargano” Michele Saccia, albergatore. Rodi Garganico sta affermandosi come uno dei centri balneari tra i più apprezzati e frequentati dai turisti, una piccola fetta di territorio garganico che ha le sue eccellenze in una natura che custodisce un patrimonio naturalistico forse unico, se solo pensiamo alla sua “Oasi agrumaria”, ma anche alle testimonianze di un passato le cui radici sono ancora riscontrabili.

Fra poco più di un mese sarà inaugurato il porto, coronando, così, il sogno di sempre, secolare se è vero come è vero che risale a cento anni, precisamente all’11 agosto del 1908 il primo atto ufficiale dell’allora amministrazione comunale: il consiglio faceva voti al Governo perchè “fosse dato impulso all’iter per far sì che Rodi Garganico potesse avere un suo approdo sicuro”, come si legge nell’atto deliberativo custodito nell’archivio comunale. Nei primi anni del secolo scorso, Rodi era punto di riferimento dei traffici dal Gargano alla sponda dell’Adriatico e viceversa. Soprattutto agrumi e altri prodotti dell’agricoltura venivano commercializzati con i Paesi dell’ex Jugoslavia. Il porto, che ha già il nome: “Madonna della Libera”, patrona di Rodi, ha un costo di 16 milioni e 700 mila euro: un quarto dei quali a carico del Comune, il restante, tutto coperto dall’impresa romana, la romana “Cidonio” che s’è aggiudicato la gara d’appalto e che ne curerà anche la gestione per trent’anni. All’amministrazione comunale, annualmente, verrà garantito dalla stessa impresa una somma di non meno di centomila euro, cifra che corrisponde – ha spiegato il sindaco, Carmine D’Anelli, esattamente alla quota di ammortamento del mutuo che è stato contratto per la nostra partecipazione alla società. Ciò significa che, praticamente, il Comune non tirerà fuori per la realizzazione del porto neppure un euro.

I posti barca sono poco meno di quattrocento; la superficie di intervento è di novantamila mq; poco meno di ventinovemila mq lo specchio d’acqua. La lunghezza del molo di sopraflutto di cinquecentotrentacinque metri, mentre quella del molo di sottoflutto supera di poco i trecento metri. Inoltre, l’edificio per i servizi ha una superficie di milleseicento metri e un volume di poco meno di diecimila metri. Il tipo di ormeggio prevede l’accosto in banchina e su pontili galleggianti, con impiego di corpi morti, uno per ciascuna imbarcazione di dimensione inferiore a dieci metri e due per quelle di lunghezza superiore. Per quanto riguarda il bacino di ormeggio, la sua profondità stata è fissata a meno tre metri e mezzo tale, tale quindi, da consentire l’ingresso alla quasi totalità delle imbarcazioni di lunghezza compresa nella flotta tipo individuata, sia a vela che a motore. Sulla piazzola di banchina è stata anche realizzata un’area attrezzata dove sono ubicati i locali per bar, ristoranti, locali commerciali, negozi, officine, servizi igienici, gli uffici. Ci sarà anche la torre di controllo, cui si aggiungeranno ulteriori locali commerciali e, naturalmente, il distributore-carburanti. Altra superficie è destinata a rimessaggio e riparazioni delle imbarcazioni.

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it

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