Quel nuovo gioco di sponde tra Rodi e la vicina Croazia

Porto Turistico Rodi GarganicoL’isola di Pelagosa è a 31 miglia, più vicina di Foggia o San Severo. L’arcipelago delle Tremiti a sole 18 miglia. Lastovo a 60 miglia e la magnifica Dubrovnik a non più di 90 miglia. Questo è l’orizzonte, diventato all’improvviso più nitido, che si staglia dal faro del nuovo Porto Marina di Rodi Garganico. Diciamo subito che l’inaugurazione di questo moderno approdo, reso più accattivante dalla quotidiana suggestione dei suoi tipici tramonti mozzafiato, è la cosa più rilevante, più importante e più innovativa successa in questa strana stagione turistica pugliese, ricca di luci ma anche di non poche ombre. Nonostante gli echi e le attenzioni delle autorità di settore non siano stati all’altezza dell’evento, che ha visto protagonista l’intera comunità della cittadina garganica.
A cominciare dal nocchiero-sindaco Carmine D’Anelli, per la caparbietà con cui ha voluto che questo progetto si materializzasse in tempi “inusuali” ai ritmi del nostro Mezzogiorno (700 giorni), e per la lungimiranza nel perseguire l’obiettivo strategico di un’infrastruttura portuale di prim’ordine, funzionale al rilancio dell’intero Gargano e a quello di buona parte della Capitanata.
Un fatto importante che, con la firma del protocollo d’intesa tra il Comune di Rodi Garganico e l’Associazione Italia/Croazia, braccio operativo del Consolato della Repubblica di Croazia, riporta il Gargano in prima linea nell’offerta turistica pugliese.
Un aspetto colto con concretezza dal Console Onorario della Repubblica di Croazia, Rosa Alò, che nel salutare con entusiasmo e riconoscenza la scelta delle istituzioni e delle autorità portuali locali, ha sollecitato: “Manteniamo la rotta, i ritmi e i tempi acquisiti. Voglio tornare presto a Rodi, per dare il via ai collegamenti di linea tra il Gargano e i porti della Croazia”.
Un grande croato, Pedrag Matvejevic, moderno oracolo del Mare nostrum, lo ha cantato nel suo “Breviario Mediterraneo”, un’opera tradotta in 32 lingue diverse, regalandoci le suggestioni di un romanzo geo-poetico, dove i personaggi sono sostituiti dai luoghi. Leggo in questa ottica la decisione di Rodi Garganico di interagire con la Crozia, uno dei gioielli del Mediterraneo. Che in quella che oggi è definita logica di sistema, crea le premesse per ridare luce e dignità alle sue perle più pregiate: le isole Tremiti. Il mare e il Mediterraneo in particolare, come dice il sociologo Franco Cassano, non separa più ma collega. Diventa ponte, autostrada d’acqua e tessuto a trama larga di rotte di comunicazione e scambi commerciali. In questo contesto i porti turistici sono vere e proprie aziende, non solo punti di attrazione costiera. E che va perseguita nell’ambito più articolato dei Sistemi Turistici Locali.
Così come potrebbe rivelarsi interessante fare in modo che le rotte di questo rinnovato dialogo, di comune e reciproca accoglienza, venissero indicate e segnate nel tempo dai due fari dei porti di Rodi e di Dubrovnik. Una sorta di messaggio, lanciato ai viaggiatori, in un simbolico gioco di sponda.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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