Piano casa: 2 anni per demolire o ampliare in Puglia

Dopo il via libera all’unanimità della Regione al piano casa regionale, entro i prossimi 24 mesi tutti coloro che avranno i criteri per demolire, ricostruire o edificare nuove abitazioni potranno accedere ai benefici. Sono diverse le novità previste dalla legge, che traduce in Puglia il patto per rilanciare l’edilizia raggiunto da Regioni e governo nazionale. Vediamole.

AMPLIAMENTI Gli edifici uni e bi familiari a destinazione residenziale, con una superficie al di sotto dei mille metri cubi, potranno essere ampliati del 20%.

RICOSTRUZIONI Il «bonus», ovvero l’aumento delle volumetrie, viene esteso al 35% nel caso si tratti di edifici vecchi che vengono demoliti e ricostruiti in una misura non inferiore al 75%. In questo caso, sarà determinante l’uso di strumenti per il risparmio energetico e di tecnologie a norma con le nuova impiantistica.

IMPATTO AMBIENTALE – Alcune novità sono state introdotte con gli emendamenti approvati in aula. Per gli edifici che ricadono in aree sottoposte a vincolo paesaggistico – pur rispettando le procedure previste – i Comuni potranno consentirne la ristrutturazione/costruzione. Così come, viene consentito l’ampliamento anche di edifici che risultano in contrasto con l’ambiente, per i quali era prevista solo la demolizione/ricostruzione. Manufatti realizzati sulla costa, nell’alveo di una lama o in territori a rischio terremoto, potranno essere ampliati del 35% se ricostruiti in aree adatte. Resta il divieto di deturpare i centri storici o di costruire in aree a rischio sismico e idrogeologico.

LE PROCEDURE – Saranno i Comuni ad individuare eventuali restrizioni sul proprio territorio, ma anche a stabilire se si potranno superare i divieti per altezze e distanze. Chi vorrà usufruire degli incentivi potrà procedere richiedendo la Dia (dichiarazione inizio attività) o la licenza edilizia ai Comuni.

SOLO RESIDENZE – Esclusa, nonostante il pressing degli edili e le richieste del centrodestra, l’estensione delle misure anche per capannoni agricoli-industriali.

COSTI COSTRUZIONE – Non è passata la richiesta di un’abolizione dei costi di costruzione sollecitata dall’Ance nè sarà possibile, con un semplice cambio di destinazione d’uso, effettuare ampliamenti su strutture non residenziali.

RIGENERAZIONE URBANA – Col nuovo piano è stata prevista anche un’integrazione alle norme per la rigenerazione urbana già varate dalla Regione. I comuni potranno individuare edifici anche non residenziali, realizzati in sanatoria edilizia, da rimuovere perché contrastanti col paesaggio. Anche in questo caso scatta la possibilità di un aumento del 35% per il nuovo edificio, ma il bonus sale al 45% se il progetto rientra in un piano integrato o va a favore dell’edilizia residenziale sociale.

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