Noi alluvionati e già dimenticati

Evidentemente c’è un Gargano di serie A e uno di serie B. Ne è pienamente convinto il sindaco di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli, alla luce del concorso di iniziative che, giustamente, vengono prese con notevole slancio in queste ore a causa delle pessime condizioni atmosferiche che, da giorni, stanno martellando il promontorio.

Questa volta e, purtroppo non è certamente la prima, c’è scappato anche il morto ad appesantire lo stato di sofferenza che stanno vivendo le popolazioni di San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e Rignano. Una partecipazione corale da parte delle istituzioni, dai Comuni alla Provincia e alla Regione, fino alle aule parlamentari.

«Nulla quaestio per noi – tiene a sottolineare D’Anelli – ciò che, però, ci crea un certo sconcerto è il fatto che meno di tre mesi fa i territori di Rodi Garganico e in parte di Vico del Gargano, per oltre quattro giorni furono letteralmente ridotti ad un acquitrino, fino al punto che il Prefetto di Foggia fu costretto a creare un’unità di crisi per far fronte ad una emergenza le cui proporzioni non erano, al momento, neppure valutabili, per la semplice ragione che, essendo tante e gravi non ci consentivano di renderci conto del disastro che dovevamo affrontare».

Interessanti chilometri di strade, letteralmente invase da veri e propri fiumi di fango che poi si riversavano nel mare. Due palazzine, ubicate tra la Baia Santa Barbara e Cava dei Templari, dichiarate inagibili a seguito del cedimento di una parte del muro di contenimento. Due famiglie di turisti che erano alloggiate in due dei trentasei appartamenti vennero sistemate, a spese dell’amministrazione comunale, in un centro turistico della zona. Una coppia di anziani, fratello e sorella, travolti da un’ondata di piena mentre con il loro trattore percorrevano una strada interpoderale nei pressi di Carpino, portati in salvo grazie al pronto intervento di una squadra dei vigili del fuoco. Quattro squadre dei vigili del fuoco provvidero all’evacuazione di trecento turisti a Lido del Sole. La statale 89 bloccata per alcuni giorni, come pure interrotto il collegamento ferroviario fino a Carpino.

Da Bari intervenne il responsabile della protezione civile pugliese, Giuseppe Tedeschi, collaboratore di Bertolaso, che, per ben dieci giorni seguì personalmente i lavori degli uomini impegnati a Lido del Sol e.

«Tutto questo a giugno scorso – ricorda D’Anelli – con la spada di Damocle sulla testa per via del pericolo, concreto, di una stagione estiva che poteva essere messa in crisi se non ci fossimo letteralmente rimboccate le maniche e posto mano a risorse finanziarie attingendo alle casse comunali. Non ci sono state presenze di amministratori regionali tantomeno interrogazioni parlamentari. Di promesse tante, di fondi che sarebbero stati stanziati in misura generosa, pure. A tutt’oggi, in verità, non abbiamo visto un solo centesimo, non solo, ma siamo ancora in attesa di incassare quanto promessoci a seguito dei danni subiti, sempre a causa del maltempo, a gennaio scorso e ad ottobre di due anni fa».

Fonte: la Gazzetta del Mezzogiorno

1 Commento

  1. Sante parole. Peccato che questo leda la coesione necessaria tra i Paesi garganici. E’ ormai palese il totale fallimmento della Regione Puglia…vedremo a marzo

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