H1N1, in Puglia il 93% dei sanitari rifiuta di vaccinarsi

È pari al 7% la quota del personale sanitario pugliese (medici e infermieri) che finora si è sottoposto alla vaccinazione contro il virus dell’influenza A: circa 5.600 persone. Cifre basse, insomma anche se – secondo la responsabile dell’osservatorio epidemiologico regionale, Cinzia Germinario, che ha reso noti i dati – si tratta di cifre da «intendere in crescita». Di fatto il «fronte del no» al vaccino tra i camici bianchi resiste, e si tratta di un fronte schiacciante visto che conta il 97% dell’intero personale.

Mentre per oggi al policlinico si terrà un primo bilancio, prosegue con ritmi apparentemente più elevati la campagna di vaccinazione dedicata alle categorie a rischio. Ieri mattina in 137 ambulatori delle sei province pugliesi, sono cominciate quelle contro il virus H1N1 dei pazienti di età compresa tra i 18 anni e i 65 anni affetti da patologie croniche e inclusi nelle categorie a rischio.

BARI – Sono circa 3000, solo nella provincia di Bari, le prenotazioni per le vaccinazioni giunte nei centri pugliesi, «un buon risultato», per la Germinario. E oggi in città sarà aperto un nuovo ambulatorio dedicato, presso il «Centro medicina dei viaggi e delle migrazioni» nell’area portuale. Negli ospedali cittadini non si registra nessun nuovo caso grave. Le condizioni più critiche, ma comunque stabili, sono quelle di una donna di 50 anni, con obesità e ipertensione, ricoverata in rianimazione al policlinico di Bari. Mentre sono ormai fuori pericolo due bambini ricoverati nei giorni scorsi al «Giovanni XXIII».

LECCE – Si registrano nella provincia salentina quattro casi non gravi di positività al virus. Tre uomini, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, sono stati ricoverati in pneumologia e malattie infettive al «Vito Fazzi» di Lecce. Influenza A anche per un extracomunitario di 45 anni visitato nell’ospedale di Galatina ma è stato subito dimesso.

TARANTO – Un bambino affetto da influenza A è stato trasferito, nella notte tra sabato e domenica, dall’ospedale «Santissima Annunziata » al pediatrico «Giovanni XXIII» di Bari. Ottimisti i medici: il trasferimento si sarebbe reso necessario solo per un più accurato monitoraggio della patologia. Del resto al momento non ci sono bambini ricoverati nella terapia intensiva dell’ospedale barese.

ANCHE IN BASILICATA I “CAMICI BIANCHI” NON SI FIDANO DELL’ANTI-VIRUS

È stato ricoverato domenica sera all’ospedale «San Carlo» di Potenza un bambino di un anno e mezzo, positivo all’influenza A, si attendono gli esiti del tampone per l’H1N1, già inviato a Bari. Due i casi sospetti a Potenza e Ginestra segnalati all’Azienda sanitaria provinciale di Potenza. La Direzione sanitaria dell’Ospedale di Lagonegro conferma la stabilità delle condizioni cliniche dell’ uomo di 57 anni ricoverato in Rianimazione all’Ospedale di Lagonegro risultato positivo al test di conferma del virus H1N1.

Sono due, un adulto e un bambino, i casi accertati nell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, a cui si aggiungono altri 12 casi sospetti: tutti i pazienti sono in buone condizioni di salute. Questi i numeri dell’influenza in Basilicata, dove da ieri è cominciata la vaccinazione per le categorie a rischio.

La risposta di medici e infermieri è stata blanda. I più non si fidano del vaccino. I cittadini, invece, si sono presentati numerosi nelle aziende sanitarie per la vaccinazione contro il virus H1N1. Oltre 160 i vaccinati: 130 a Potenza e 30 a Matera. Forte la richiesta degli ultra 65enni, pur non rientranti in questa prima fase della profilassi. Nell’azienda sanitaria provinciale di Potenza visto il forte afflusso, vaccinazioni tutti i giorni fino a sabato la mattina (lunedì, mercoledì e venerdì anche di pomeriggio).

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